Cattolica, da Giovanni Rana una lezione di coraggio, umiltà e perseveranza

Il notissimo imprenditore ha tenuto una lezione agli studenti dell’Università Cattolica del Corso di marketing diretto dal professore Daniele Fornari

Giovanni Rana in Cattolica

Una lezione di coraggio, perseveranza, ma anche di umiltà, quella impartita da Giovanni Rana, il notissimo imprenditore del settore agroalimentare (leader mondiale per tortellini e pasta fresca) agli studenti dell’Università Cattolica del Corso di marketing diretto dal professore Daniele Fornari, intervenuti nella gremita aula Gasparini in occasione del Career Day, la giornata di colloqui, durante la quale studenti e neolaureati, alla ricerca di un impiego, possono incontrare recruiter e manager aziendali a cui presentare la propria candidatura. «Le idee battono il capitale - ha detto Rana - e la dimostrazione di questo l’ho avuta dal fatto che, di tante multinazionali, ne è rimasta una sola a competere nel mio settore».

Un’azienda infatti, quella di Giovanni Rana, che negli anni Ottanta, dopo uno straordinario successo, partendo, come molti industriali italiani praticamente dal nulla, ha cominciato ad essere oggetto di contesa delle grandi industrie: Nestlè, Kraft e Barilla: sono queste alcune di quelle che si sono fatte avanti per acquistare la sua azienda. Rana ricorda: «Uno dei più grandi industriali mai esistiti, Pietro Barilla, intendeva acquistare una quota pari al 30%. Ma io gli ho risposto di no. Mio figlio Gianluca stava finendo di studiare per venire a lavorare da me, aveva una grande passione ed era molto bravo».

Nato in una famiglia di fornai, Giovanni Rana diventa imprenditore negli anni cinquanta, a soli 24 anni, con una decina di donne a fare tortellini. Un marketing basato sul "passa parola", tanta forza di volontà che non è mai venuta meno ed una grande passione per la propria professione che lo ha portato a "metterci direttamente la faccia nella pubblicità" a garanzia della genuinità e qualità dei propri prodotti, persino ad Hollywood dove l'imprenditore veronese è stato protagonista di una serie di filmati dove il re dei tortellini diventa diretto protagonista questa volta, in modo autoironico, com'è stato sempre negli spot del marchio. 

«Quando diedi una risposta negativa a tutte le multinazionali che volevano acquistare la mia azienda e con cifre da capogiro, sapevo che avrebbero cominciato a remare contro ed infatti cominciarono tutte a investire sulla pubblicità. Allora decisi di mettermi pure io a fare direttamente pubblicità. Ma volevo che la mia fosse diversa, volevo essere io a metterci la faccia e a garantire al consumatore la genuinità dei miei prodotti. Se dopo tutti questi anni, l’idea funziona ancora, vuol dire che le idee battono i capitali».

Rana è approdato tre anni fa negli Usa, ed ha raggiunto un fatturato di 200 milioni di dollari. In America ha aperto uno stabilimento di 15mila metri quadrati, che a breve vedrà un raddoppio. «Questo successo - ha detto Rana - lo devo a mio figlio, con cui c’è una sinergia reciproca e che mi ha stimolato a creare filiali che, se all’inizio costavano molto, hanno poi recuperato gli investimenti ed ora rappresentano un businnes; in America 210 milioni di dollar». «Negli Usa - ha chiarito - non si mangiano solo hamburger e patatine, ma si apprezzano i nostri prodotti, guai a sgarrare con la qualità. Se io ho costruito in Italia, mio figlio ha consolidato nel resto del mondo. Diamo fiducia ai giovani».

Rana ha ricordato i suoi trascorsi, evidenziando l’importanza di un supporto tecnologico per chi diventa un industriale:” dormivo poco e lavoravo molto, ero alla costante ricerca di nuove macchine da poter usare per la mia produzione, ma che conservassero la qualità e la genuinità dei miei prodotti. In questo è fondamentale una sinergia e non solo dall’industria, ma anche da tutti coloro che ci circondano. «Sono e sono stato un imprenditore democratico, ho sempre ascoltato tutti, anche se poi alla fine le decisioni le adotto io. So di non sapere, tutti possono aiutarci a crescere. Oggi vorrei avere in più l’astuzia delle donne», ha ribadito. 

La qualità è fondamentale e bisogna sapersi adattare alle esigenze dei mercati. «Oggi la sensibilità del consumatore è accresciuta; dobbiamo rispondere alle esigenze di sostenibilità, di chi è vegetariano, di chi vuole prodotti biologici o di chi necessità di prodotti per celiaci. Metteremo in funzione apposite linee produttive. Ma bisogna pure adattarsi alla cultura alimentare di paesi in cui produciamo ed esportiamo, naturalmente esaltando il nostro made in Italy» Insomma se gli studenti del marketing avevano bisogno di buoni suggerimenti per il loro futuro, con Giovanni Rana hanno trovato un vero maestro.

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