Cercasi sindaci interessati a un piano di valorizzazione fluviale

Il progetto preliminare UnPOgrande per valorizzare il nostro grande fiume

Un gruppo di imprenditori privati, presenti da Piacenza a Ferrara, già partner di “UnPOxExPO2015”,  l’iniziativa collaterale di Expo Milano  che ha centrato l’obiettivo  di estendere l’interesse di molti visitatori  alle città e alle aziende agricole lungo il corso del fiume Po, ha messo a punto un progetto di “valorizzazione fluviale” che la Regione ha accolto e battezzato “UnPOgrande” sul quale ha puntato l’obiettivo di ottenere  finanziamenti UE previsti dal fondo destinato al Central Europe Program dal 2017 al 2020 che prevede  forti stanziamenti per una “idea” innovativa tecnologica, formativa, di sviluppo&ricerca, legata alla produttività agroalimentare e alle tipicità specifiche di una area territoriale italiana con alto valore aggiunto. Un mix che coinvolge diversi soggetti istituzionali ma anche privati, che può integrarsi ed essere piattaforma di altre iniziative già in fase di avviamento, ma collegate, come quella dell’area vasta turistica e quella del MedioPO Unesco compreso, oltre a azioni concrete esistenti quali quelle dei parchi-ambiente, motonautica, portolani.

Al momento il progetto è già stilato per grandi linee, ma è ancora in fase di avviamento. La Regione chiede preventivamente una adesione e un consenso da parte degli Enti Locali (Sindaci), prima di avviare tutto l’iter burocratico sia interno che verso la Commissione Europea. Il progetto ufficiale è trasversale ai settori agricoltura, ambiente, turismo, produzione, formazione e la stesura del piano di lavoro definitivo vedrà tutti coinvolti e partecipi tutti i soggetti interessati. Al momento la pratica è in mano alla direzione regionale delle Politiche Comunitarie, Formazione, Ricerca, Università  che valuta l’idoneità tecnica di inserimento nel grande progetto Central Europe Program.

“Condizio sine qua non – spiega Giampietro Comolli, già capo del progetto UnPOxExPO, già fautore del Cuore del Po come patrimonio Unesco e referente degli stakeholders di Piacenza e Parma – è la raccolta delle adesioni formali dei Comuni coinvolti: settanta Sindaci fra rivieraschi e di confine da Gorino a Piacenza.  Già diversi primi cittadini di Ferrara e Reggio Emilia hanno sottoscritto la manifestazione d’interesse. Mancano Parma e Piacenza e per questo è necessaria una informazione a mezzo stampa, sui quotidiani cartacei e on line perché un disinteresse farebbe perdere opportunità e finanziamenti, anche molto cospicui per i prossimi anni. E’ un’ occasione da non buttare che necessità una formalizzazione iniziale entro il 30 marzo”. Vorrebbe dire – sottolinea Comolli – rinunciare a una occasione per fare sistema fra comuni diversi, dare ancora più peso all’area vasta, recuperare fondi europei già assegnati per valorizzare il PO oltre alle difese del suolo e idriche.

Il fiume Po è una risorsa economica, anche occupazionale, oltre che attrattiva. Il progetto è molto vasto, aperto al contributo e impronta di ogni Sindaco che partecipa, e punta sul valore economico, sociale, civile dell’agro-alimentare e dell’enologia; i Doc, Dop, Igp, Stg, de.Co. prodotti lungo l’asta fluviale. Per questo Comolli si dice pronto ad incontrare i sindaci, a presentare il progetto, ad ascoltare le esigenze dei vari territori. Nessuna preclusione, solo collaborazione attiva.

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