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Cereali: produzioni in calo, ma la qualità è buona ed i prezzi in crescita

La produzione è calata per i cereali autunno-vernini causa le ritardate semine per l’eccessiva piovosità in autunno e le susseguente primavera siccitosa

Produzioni in calo (anche fino al 15/20%) per i cereali autunnali, ma la qualità è buona ed i prezzi sono in crescita e questo consente di compensare la riduzione in quantità. In più, grazie agli accordi adottati dal Consorzio Terrepadane con Barilla, Galbusera e altre industrie di livello mondiale, si aprono buone prospettive per la salvaguardia dei redditi delle aziende agricole. Queste in estrema sintesi le valutazioni che abbiamo raccolto da Marco Cappelli responsabile del settore per Terrepadane che rimarca “la potenzialità di questi accordi che se da un lato impegnano i produttori piacentini ad adottare rigorosi disciplinari di produzione, d’altro canto garantiscono una buona rimuneratività”.

La produzione è calata per i cereali autunno-vernini causa le ritardate semine, per l’eccessiva piovosità in autunno e poi per le successiva primavera siccitosa. “Per fortuna- spiega Cappelli- la diminuzione è stata compensata da grani (tenero e duro) con alti livelli di proteine, di peso specifico e assenza di micotossine ed altre patologie e questo ha determinato un aumento del prezzo: peculiarità che tra l’altro sono del Nord, mentre nel Centro-Sud la qualità è inferiore”. Le Borse Merci segnalano che i molini restano selettivi nell’acquisto, alla ricerca dei lotti più idonei, sia sul “pronto” che sul primo semestre di campagna; ormai al termine i ritiri delle quote rimandate a futuro causa “covid”. I prezzi del tenero di forza “tipo Bologna” sfiorano i 210 €/t, con i panificabili superiori sui 190 €/t e i “misti” a 190 €/t; le origini Comunitarie sono in aumento mentre sono stabili gli esteri area dollaro.

Continua il riadeguamento delle quotazioni dopo l’impennata di apertura, ora riconducibile più a speculazione locale che a reale cambiamento degli equilibri (in volume) in Italia; restano rese/ha e qualità inferiore al 2019, ma come dati si confermerebbero quelli di inizio Giugno con raccolto nazionale sui 3,7-3,8 mio/t. Attività di scambio comunque ben presente con i molini all’acquisto e una disponibilità di prodotto “any origin” che al momento si mantiene equilibrata a soddisfare le richieste del settore alimentare. In settimana il “Fino” Centro cede ulteriori 10 €/t e si riporta sui 300 €/t reso Ager con Foggia a 315-320 €/t (-3) arrivo; mercantile a sconto di un 8-20 €/t con Comunitari ed esteri “milling” ben tenuti.

“Le previsioni per il mais- ci ha precisato il dott. Cappelli- sono molto buone, con un prodotto di ottima qualità, ma tutto è condizionato dall’andamento climatico; i prezzi in questo caso sono commisurati a quelli dei mercati esteri; ci si augura una stabilizzazione”. Il bio è invece un mercato particolare, su cui del resto Terrepadane ha investito molto. “Quest’anno- chiarisce Cappelli- gli investimenti sono stati consistenti (si parla di circa 500 Ha.), soprattutto grano duro e girasole, ma anche la colza; sono produzioni che promettono prezzi interessanti; diverso il discorso per orzo e grano tenero, dove al momento si registra un sostanziale equilibrio tra domanda ed offerta”.

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