«Chiunque è libero di mangiare ciò che vuole, ma nessuno può permettersi di dubitare dell'agricoltura classica»

Sit in del Consorzio La Carne che piace per protestare contro la proiezione del documentario “Food Revolution" in programma al cinema Corso, una pellicola che esaminerebbe le conseguenze della “cultura della carne”, degli allevamenti intensivi e del loro impatto sulla salute umana.

Giovedì 19 aprile, alle 20.45, si terrà un sit in di protesta contro la proiezione del documentario “Food Revolution" in programma al cinema Corso, una pellicola che esaminerebbe le conseguenze della “cultura della carne”, degli allevamenti intensivi e del loro impatto sulla salute umana. Il presidio - che si svolgerà in Largo Battisti - è promosso dal consorzio di allevatori e macellai La Carne Che Piace, una realtà associativa che da anni incentiva una filiera territoriale di qualità per l’allevamento, la macellazione e il commercio di bovini e suini. «Chiunque è libero di mangiare ciò che vuole, ma nessuno può permettersi di dubitare dell'agricoltura classica», spiega il Consorzio, che nell’occasione riunirà diversi operatori del mondo agricolo piacentino. «Bisogna rispettare il lavoro generazionale di chi ha fatto dei campi, degli allevamenti e dell’enogastronomia un indotto per numerose famiglie», conclude il consorzio. 

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