Cisl, “caso Iren-De Sanctis”: «I sindaci siano giusti interpreti»

L'addio dell'amministratore delegato provoca la reazione della Cisl sulla vicenda

«Siamo a scrivere – spiegano Luca Maestripieri   (Genova), Domenico Lo Bianco  (Torino), Federico Ghillani  (Parma-Piacenza) e Margherita Salvioli Mariani  (Reggio Emilia) - una lettera aperta a voi, sindaci di Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia e provincia, in quanto proprietari del 51% di Iren e quindi in grado di determinare le linee di indirizzo organizzative ed economiche dell’azienda. Azienda che rappresenta un investimento compiuto dalle nostre comunità territoriali per generazioni. Nei giorni scorsi è stato reso nota da Iren che la stessa multiutility e Nicola De Sanctis, amministratore delegato nominato nel giugno 2013, hanno concordato “una risoluzione consensuale del rapporto quale amministratore, avendo rilevato congiuntamente il venirne meno dei presupposti, anche in considerazione di scelte di carattere personale del manager”.

Dalla nota aziendale si apprende anche che Nicola De Sanctis percepirà una buonuscita di 900 mila euro, a cui si aggiungono 50 mila euro di bonus maturato sui risultati 2014, più di 200 volte quello che avrebbe percepito di TFR un dipendente per lo stesso periodo di lavoro. Ma non finisce qui, in quanto, per così dire, De Sanctis “esce dalla porta ma rientra dalla finestra”: Iren stessa si è già impegnata a sottoscrivere con lui un contratto di advisoring dell’importo di 400 mila euro, valevole fino al 31 dicembre 2015.

Non basta: da poche ore sappiamo che è già stato nominato il nuovo amministratore delegato, per cui attualmente le posizioni economiche che vengono retribuite dal gruppo sono due: De Sanctis, che manterrà il rapporto come dirigente fino al 31 dicembre 2015, e quella di Massimiliano Bianco, nuovo Ad. Quindi: Iren pagherà due amministratori delegati! Le motivazione addotte da Iren per questo recesso consensuale appaiono piuttosto ambigue e vaghe. Non è chiaro se l’accordo serva, in realtà, ad evitare un esplicito giudizio di merito sulle trimestrali di bilancio di Iren.

La Cisl, nella sua visione del lavoro e delle responsabilità sociali, ritiene che sia mai tempo di premi o stipendi milionari ai manager. Soprattutto se sono chiamati a dirigere multiutility che erogano  servizi essenziali, che nelle loro linee guida contemplano il fare economie di scala per permettere un efficientamento del servizio pubblico (e quindi un miglioramento dei servizi) e una maggior sostenibilità dei suoi costi per le famiglie e i cittadini. La realtà, purtroppo, è un’altra: continua ad aumentare il costo del servizio rifiuti, sale la bolletta del gas e il costo del servizio idrico. Un esborso, ad esempio, calcolato in 130 euro in più all’anno a famiglia, solo per le bollette idriche.

Certi avvenimenti hanno una loro crudezza, particolarmente avvertibile in tempi di crisi.  Voi Sindaci siete sicuramente ben consapevoli dei tanti cittadini che si rivolgono ai vostri servizi per richiedere un aiuto per far fronte alle bollette che non riescono più a pagare a causa della diminuzione o della mancanza di salario, e degli utenti, sempre più numerosi, a cui viene sospesa l’erogazione del gas per morosità, o quelli a cui vengono tagliati i servizi perché, pur avendo sempre pagato regolarmente le bollette, l’azienda non è in grado di differenziare le utenze. La nostra Organizzazione Sindacale ritiene che non sia accettabile un costo milionario per un manager, nemmeno se sta uscendo dall’azienda.

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Come Cisl di Torino, Genova, Piacenza, Parma e Reggio Emilia, vi chiediamo di essere tramite nei confronti dei cittadini dei vostri comuni per quanto riguarda gli ultimi avvenimenti, sospendendo il maxi pagamento ed individuando stipendi più “etici” per i Vostri manager, investendo sia nelle strutture dei vostri servizi, che richiedono una quantità di manutenzione ordinaria e straordinaria non sempre ottemperata al meglio, sia sul personale che vi lavora, vera risorsa dell’azienda.  Tutto ciò, al fine di assumere concretamente, e non solo a parole, la tanto dichiarata (e certificata dal vostro bilancio di sostenibilità) responsabilità sociale del gruppo Iren. Nell’immediato, ci faremo promotori, attraverso la nostra azione e quella delle federazioni di categoria presenti in azienda, di una capillare opera di sensibilizzazione su questo tema, che ha indignato sia i nostri quadri sindacali sia la gran parte del personale presente in azienda».

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