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Coldiretti, a Piacenza l'80% del pomodoro è irrigato con il sistema a goccia

Il sistema a goccia porta a un’efficienza idrica dell’95 per cento ed un risparmio della risorsa che può variare dal 35 per cento al 55 per cento

A Piacenza sull’80 per cento delle superfici coltivate a pomodoro viene utilizzata l’irrigazione a goccia con un’efficienza idrica dell’95 per cento ed un risparmio della risorsa che può variare dal 35 per cento al 55 per cento. E’ quanto emerso durante la tavola rotonda sull’innovazione sostenibile dal titolo “Orizzonte Terra: economia produttività e sostenibilità in agricoltura” organizzata presso il roof garden del padiglione No Farmers No party da Coldiretti Piacenza in collaborazione con il Consorzio Agrario Terrepadane.

Con l’irrigazione a goccia, è emerso durante l’incontro, l’efficienza irrigua è pari al 95 per cento; la percentuale scende al 75 se si utilizza l’aspersione e al 45 con il metodo a scorrimento. Un impatto, fanno sapere da Coldiretti, ancor più rilevante se si prendono in esame coltivazioni idroesigenti diffuse sul territorio provinciale come mais e pomodoro e che, con diverse tipologie di irrigazione, vedono le rese per ettaro cambiare sensibilmente.

Per produrre un chilo di granella di mais, per esempio, sono necessari 900 litri di acqua se si utilizza l’irrigazione a goccia, 1125 litri se si utilizza l’aspersione e 1440 se si utilizza lo scorrimento.

Il differente grado di efficienza nell’irrigazione, si traduce infatti in un risparmio della risorsa idrica. Rispetto all’irrigazione per scorrimento e a pioggia, nell’irrigazione a goccia l’acqua non viene dispersa per evaporazione, ruscellamento o per azione del vento quindi lo spreco è ridotto al minimo, inoltre in generale si sono riscontrati  costi di lavorazione inferiori rispetto all’irrigazione per scorrimento e ovviamente una applicazione del fertilizzante precisa e senza sprechi. 

Questo metodo di irrigazione - conclude infine Coldiretti – realizza il giusto trade off tra necessità di produzione e attenzione per l’ambiente riuscendo a garantire raccolti più elevati, risparmio di lavoro e di risorse, ma soprattutto la possibilità di fornire alle piante acqua e fertilizzante non solo nel momento più adatto ma anche nelle quantità effettivamente necessarie per lo sviluppo della pianta.

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