Coldiretti, ok al prezzo extra Doc della Cantina sociale Valtidone

Andrea Poggi, segretario di zona di Pianello: «Un segnale importante per valorizzare le uve e il ruolo dei produttori all'interno delle cantine sociali»

Andrea Poggi

«Il prezzo dichiarato dalla Cantina Sociale Valtidone per le uve extra Doc consente di  valorizzare il prodotto e il ruolo dei soci all’interno delle cantine sociali». Con queste parole Andrea Poggi, segretario di zona di Pianello, commenta la decisione da parte della cantina sociale di non penalizzare l’extra Doc, ovvero quei quantitativi di prodotto eccedente il livello stabilito dai disciplinari di produzione, con un prezzo che non scenderà sotto i 30 euro a quintale. Dopo l’incontro della Commissione Vitivinicola Coldiretti, durante la quale si è dibattuto non solo delle problematiche delle uve grazie all’intervento del Consorzio Fitosanitario ma anche della questione prezzo con i Soci e la Cantina Sociale, è arrivata la buona notizia dalla Val Tidone. «Questo prezzo, è un buon punto partenza - prosegue Poggi - che getta le basi per aprire un dialogo, fino ad ora insperato, in sede di commissione vitivinicola per l’accordo sul prezzo delle Doc e consente ai produttori di sapere in anticipo il prezzo che verrà corrisposto su questo uvaggio permettendo loro di prendere le decisioni per tempo circa il conferimento».

«Con una remunerazione di 30 euro a quintale per l’extra Doc – aggiung - contro i 16-18 degli anni passati, la cantina torna a svolgere il ruolo di cooperativa sociale di valorizzazione e supporto dei propri associati; supporto che diventa cruciale in annate difficili come quella che stiamo vivendo con l’aumento dei costi di produzione dovuti ai trattamenti effettuati in vigna per non compromettere la qualità dell’uva». La produzione di vino in Emilia Romagna, secondo le stime di Coldiretti Emilia Romagna, sarà inferiore per una percentuale variabile dal 5 all’8 per cento rispetto a quella dell’anno scorso. La stagione anomala, con una primavera calda che ha favorito l’anticipo del germogliamento e della fioritura delle viti, e con un’estate piovosa e con temperature spesso sotto la media stagionale, ha infatti ritardato la maturazione delle uve, riportando la vendemmia ai tempi di una volta. Anche a Piacenza - conclude il segretario - ci aspettiamo una diminuzione della quantità di uva prodotta che nell’anno precedente contava circa 314.300 quintali di Doc. La vendemmia coinvolgerà 5.600 ettari di vigneti, dei quali il 60% è destinato a produzioni Doc e il 20% a Igt: produzioni il cui legame con il territorio si esplicita al massimo nella vendita diretta al consumatore effettuata da oltre il 50% delle aziende vitivinicole, che a Piacenza sono circa 2.200».

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