Coldiretti, il presidente Marini: «Il Made in Italy non lo si è mai difeso veramente»

Il presidente di Piacenza Bisi: «Appoggiamo in pieno le parole del nostro presidente nazionale. In gioco c’è il futuro del Paese, dobbiamo batterci per un modello italiano virtuoso e che dica la verità al consumatore»

"Il Made in Italy non lo si è mai difeso veramente. Se ne parla tantissimo ma di fatto la tutela risulta marginale. Finché ci sono forze contrarie più forti e imponenti di quelle che cercano di difenderlo, la battaglia è persa".

 

Così il Presidente Nazionale di Coldiretti Sergio Marini in occasione del dibattito “Non ci par vero: le contraffazioni in ambito alimentare” tenutosi in occasione del Cheese a Bra, punta il dito contro le lobby degli industriali alimentari.

Le ha chiamate  in causa, come le prime responsabili di un sistema che sta "distruggendo" il valore della produzione italiana, che fa pressioni su Bruxelles e sugli organi di controllo. Toni duri quelli usati da Marini. Una denuncia senza mezzi termini: “la qualità del made in Italy, dice Marini, è probabilmente l'unica leva competitiva del nostro Paese ma, accanto a un pezzo d'Italia di gente onesta, ce n’è un altro, numericamente inferiore, ma più forte, fatto di truffaldini e delinquenti che cercano di lasciare le cose in sospeso, di non fare le leggi o di renderle inapplicabili. Ma se questa lobby non la smontiamo, ammonisce Marini, il problema ricade su tutto il Paese: è in gioco il nostro futuro.”

Insomma una vera e propria accusa a quei “poteri forti” che hanno tutta la convenienza non solo ad intralciare l’applicazione delle leggi ma anche a delocalizzare l’industria fregandosene se così facendo “rubano” un patrimonio tutto nostro, di indotto, materie prime, e italianità, fregandosene se il consumatore pensa che il prodotto sia ancora italiano anche se fatto all’estero con materie prime e mano d’opera straniere e low cost.

“Appoggiamo in pieno le parole del nostro presidente nazionale. Non si può andare avanti così, afferma il presidente di Coldiretti Piacenza Luigi Bisi, ci battiamo ogni giorno per avere delle leggi che tutelino noi e i consumatori.. e poi, chi dovrebbe insieme a noi avere a cuore il made in Italy, perché su di esso ci campa, intralcia con cavilli e rende inapplicabile le leggi volute per tutelare  la qualità e l'origine territoriale delle produzioni alimentari ".  Perché? La risposta è di facile intuizione.. molto più conveniente produrre all’estero o con materie prime straniere ma far credere al consumatore che si tratti di prodotto italiano e quindi fregiarsi di quella italianità che tutti ci invidiano. In gioco c’è il  futuro del Paese, dobbiamo batterci per un modello italiano virtuoso e che dica la verità al consumatore, altrimenti si continuerà a fare gli interessi dei produttori che operano nella nebbia. Il Made in Italy non si fa con il solo processo di trasformazione. L’italianità non può essere identificata con le ricette o con la sola produzione tecnica, che potrà essere fatta in qualsiasi parte del mondo..”

“Dobbiamo avere il coraggio di muoverci insieme, conclude Bisi, e lottare contro queste lobby dalle quali, se andiamo avanti così, dipende il nostro futuro.. dobbiamo re-esistere a questo circolo, a questa brutta immagine di quella parte di Italia che non ama il suo paese ma che lo svende, svilendone la storia e l’identità, prendendo in giro il consumatore. Re-esistiamo, esistiamo di nuovo, non limitiamoci a sopravvivere, facciamoci sentire perché questo è quello che ci rende liberi. Naturalmente, come abbiamo già detto più volte, siamo assolutamente disponibili e aperti a collaborare con quella industria “buona” che, come noi, crede nel nostro Paese e nel valore del made in Italy. Difendiamo così l’interesse di quella Italia bella, pulita, quell’Italia che non mente, di quella parte d’ Italia per cui ne vale la pena.”

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