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La mobilitazione

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Coldiretti: «No ai ricatti», la lunga notte degli allevatori di Piacenza

Sarà una lunga notte quella degli allevatori piacentini che insieme ai colleghi delle altre provincie e regioni continueranno il picchetto al centro di distribuzione dei prodotti a Ospedaletto Lodigiano (Lodi) della multinazionale francese Lactalis che detiene i grandi marchi nazionali Parmalat, Galbani, Invernizzi e Locatelli

Sarà una lunga notte quella degli allevatori piacentini che insieme ai colleghi delle altre provincie e regioni continueranno il picchetto al centro di distribuzione dei prodotti a Ospedaletto Lodigiano (Lodi) della multinazionale francese Lactalis che detiene i grandi marchi nazionali Parmalat, Galbani, Invernizzi e Locatelli. Continua dunque la protesta degli allevatori di Coldiretti che dopo aver presidiato lo stabilimento negli ultimi 3 giorni si preparano a un'altra notte di lotta all’addiaccio per non fare uscire dal centro di distribuzione i camion per rifornire i supermercati ed i centri commerciali in tutta Italia.

"La multinazionale francese Lactalis, spiega Massimo Albano, direttore di Coldiretti Piacenza, ha annunciato di voler sospendere strumentalmente il ritiro del latte ad alcune stalle ma non certo di interrompere l’arrivo di latte e/o derivati stranieri dalle frontiere da trasformare e/o impacchettare con i marchi del Made in Italy che nel tempo si è comperata. Insomma un vero e proprio ricatto che però non ci intimorisce, anzi; continueremo la nostra mobilitazione e la estenderemo dallo stabilimento ai supermercati delle città di tutta Italia dove saranno portate anche le mucche che gli allevatori non sono più in grado di mantenere".

Domani martedì 10 novembre dalle 9,30 migliaia di allevatori si mobilitano anche nei supermercati per presentare il dossier Coldiretti con le verità sul mercato del latte, sulla storia dell’acquisizione dei marchi italiani, sulle prepotenze e strumentalizzazioni con cui si sta distruggendo il tessuto produttivo nazionale, sulle Istituzioni sbeffeggiate e sulla scarsa trasparenza a danno dei consumatori.

“Gli industriali che sottopagano il latte italiano, continua Albano, al di sotto dei costi di produzione sono gli stessi che hanno tentato il colpo di mano per chiedere il via libera all’uso della polvere di latte nei formaggi e yogurt Made in Italy. Siamo dunque di fronte ad una rappresaglia straniera per la decisione del Governo italiano di confermare il no alla produzione di formaggi senza latte fresco.”  

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