Economia

Coldiretti Piacenza: «A Terrepadane voto completamente falsato»

Il direttore dell’associazione Bressanutti attacca: «Per volere di Crotti annullato il parere del 45% dei votanti»

Il direttore Claudio Bressanutti

«Senza l’intervento diretto del presidente di TerrePadane Marco Crotti che ha annullato ben 443 voti all’assemblea elettiva, i risultati sarebbero stati completamente diversi, tanto che avrebbero vinto i candidati da noi proposti e Crotti sarebbe stato invece il primo dei non eletti. Di fatto - sottolinea il direttore di Coldiretti Piacenza, Claudio Bressanutti - Guido Bardi avrebbe raccolto 559 voti, Giacomo Cavanna 546, Gabriele Girometta 555 e via di seguito, fino a comprendere vincitori gli 11 consiglieri da noi proposti».

«Non è giustificato - soggiunge il direttore Bressanutti - il modo di agire di Crotti, ma ben si comprende la finalità; per sua decisione sono stati annullati ben 443 voti che erano stati avvallati per procura notarile ed il voto ai seggi era stato accettato dai funzionari al seggio, ma il presidente, in sede di assemblea, con sua personale decisione, li ha annullati; parliamo di circa il 45% dei votanti, non di numeri irrisori! Le procure sono state effettuate perché- sottolinea Bressanutti- non c’era garanzia di trasparenza, le nostre richieste di rappresentanti ai seggi sono state bocciate andando contro ogni regola di trasparenza del voto; se non cera nulla da nascondere perché non ammetterli al seggio, perche non farli presenziare allo spoglio delle schede? I soci nelle assemblee erano giustamente preoccupati per la complessità del voto che si è dimostrato tale anche perché l’unica sede era lontana; nessuno dei notai dove sono state stilate le procure ha mai sollevato obiezioni e nemmeno il Collegio sindacale. Si è trattato di un colpo di mano bello e buono. Ora si valuteranno ricorsi già annunciati da qualcuno degli esclusi per ripristinare la democrazia che ha sempre contraddistinto le votazioni del Consorzio. Tutto ciò in attesa di una storia che non è certo destinata ad esaurirsi con questa votazione; almeno così garantiscono i soci esclusi dal nuovo Cda».

«Resta il rammarico – afferma Bressanutti – che tutti sanno come è finita realmente la votazione, con la vittoria dei nostri candidati, ma pare che della volontà di voto espressa dalla maggioranza dei soci, che sono i proprietari del Consorzio Agrario, non interessi a nessuno e questo rimarrà una macchia indelebile nel tempo in carico a tutti quelli che nelle ultime ore, a vario titolo, si stanno adoperando per nascondere l’evidenza, ma il tempo è galantuomo».

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