Coldiretti: “un successo la colazione sull’aia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Si è conclusa con il tutto esaurito la Festa della Mietitura e del Pane Piacentino di San Protaso dove è stata presentata la pasta Ghigi, la pasta 100% italiana

La storia raccontata nell’aia della famiglia Colombi di San Protaso da Coldiretti Piacenza e Associazione Sportiva San Protaso è stata anche quest’anno un successo dell’agricoltura.

C’erano gli antichi mestieri: da chi faceva l’uncinetto, a chi preparava il burro, dai giocattoli in legno alla massaia che preparava la pasta, fino alla produzione del burro e all’infornata di pane, senza dimenticare la trebbiatura con il rullo di legno trascinato dai cavalli.

I numerosi presenti hanno potuto ascoltare l’interessante racconto di Franco Sprega che ha illustrato come si è evoluta l’agricoltura dagli inizi del 900 ai giorni nostri, quando è stata introdotta la mietilega e quando si setacciava il grano appena mietuto dai cavalli.

Ma la novità di quest’anno, che ha affiancato il sempre capace Mastro Fornaio Ernesto è stata la presentazione della pasta Ghigi, la pasta 100% italiana, prodotta da un pastificio acquistato da una cordata dei Consorzi Agrari, con tecnologie italiane, attrezzature italiane e soprattutto grano solo italiano.

Il segretario di zona Coldiretti Franco Fittavolini presente insieme al responsabile economico Giovanni Morini, alla responsabile relazioni esterne Elisabetta Montesissa e a numerosi collaboratori che hanno colorato di giallo l’iniziativa, ha sottolineato come sia per noi fondamentale presentare la pasta Ghigi così come avevamo fatto per il Pane piacentino in questa importante iniziativa, resa ancora più significativa dalla rivisitazione nell’aia, dove i presenti possono toccare con mano l’economia reale dell’agricoltura. “Il nostro settore, ha proseguito Fittavolini, spesso bistrattato è fatto di cose vere, di paesaggio, patrimonio artistico e culturale, biodiversità, articolazione territoriale, gusto, intuito, passione, buonsenso, creatività e soprattutto capitale sociale ovvero la capacità di relazionarsi e di fare comunità. E in questa aia abbiamo racchiuso tutti questi valori.”

Insomma, in un’unica cornice, ha ribadito Elisabetta Montesissa, abbiamo trovato la vera tradizione agricola italiana tramandata di generazione in generazione per mantenere il contatto con il territorio e le proprie radici attraverso un prodotto simbolo, ossia il grano che è la più bella metafora dell’agricoltura italiana perchè ha un ruolo fondamentale sia nel breve periodo che nel lungo; una parte viene utilizzata sul momento per i fabbisogni immediati, ma una parte, quella migliore, viene conservata per il futuro, per sfamare le generazioni future”.

“Per questo motivo, ha concluso Giovanni Morini, la Festa della Mietitura è un momento unico per celebrare questo straordinario prodotto che da secoli alimenta intere generazioni e che è simbolo dell’Italia nel mondo: il pane e la pasta sono infatti due dei prodotti che hanno fatto della cucina italiana la più amata ed imitata al mondo, festeggiamolo, perché farlo vuol dire celebrare tutta l’agricoltura italiana”.

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