Sabato, 13 Luglio 2024
Economia

Colosimo: «Serve un cambio ai vertici della Fondazione di Piacenza e Vigevano»

Il consigliere comunale di "Piacenza Viva" espone il suo pensiero sulla vicenda che riguarda la Fondazione Piacenza-Vigevano, Banca Monte Parma e Banca Intesa San Paolo: «Serve una persona capace di saper prendere decisioni forti, di imporre il proprio pensiero, un Presidente che rompa una volta per tutte con i fili conduttori dei passato»

«Dopo aver assistito – spiega Marco Colosimo, consigliere di Piacenza Viva - al dibattito in ordine allo stato di salute del patrimonio della Fondazione di Piacenza e Vigevano, un dibattito interessante sotto il punto di vista degli interventi da parte dei consiglieri, meno in relazione a quelle che sono state le informazioni rese dai due consiglieri nominati in via S.Eufemia da parte del sindaco, purtroppo speravo di uscire da quella seduta convocata ad hoc con informazioni in più, con prese di posizione, invece no. Il patrimonio va conservato, questo deve esser l’impegno di tutti. Ciò è emerso dai titoli della stampa locale che hanno così sintetizzato un dibattito che è andato ben oltre i convenevoli, ma di cui solo alcuni hanno fatto riferimento. Ho puntato il dito direttamente contro coloro che nel 2008 hanno deciso di acquistare azioni di una banca nel momento storico ed economico meno favorevole dove come esempi portanti di questa mia affermazione, si può ricordare il fallimento della Lehman Brothers, e della vendita di tali azioni proprio delle banche. Insomma nel momento in cui le banche vendevano le banche, la Fondazione (secondo il principio statutario attraverso il criterio della prudenzialità) ha deciso di investire nelle banche.

Alcuni di coloro che sedevano all’interno della Fondazione in quegli anni, ancora oggi sono lì presenti, senza aver mai ammesso una propria colpa, senza mai aver fatto capire ai piacentini i reali motivi di questa catastrofica operazione. Il presidente Scaravaggi deve battere i pugni, deve fare pulizia e deve rompere con gli schemi del passato, altrimenti se non ne è in grado si faccia da parte, sperando nella venuta di un presidente forte, che con autorità provi a preservare il nostro patrimonio, avviando un vero e proprio percorso di ristrutturazione, non solo economica ma anche dirigenziale».

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