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Commercio, perso il 10% dei negozi in cinque anni: Piacenza ha il peggior dato regionale

Il capoluogo di provincia dell'Emilia Romagna che ha visto il maggior ridimensionamento dal 2013 al 2018 è Piacenza con un calo del 10,4%

Nel periodo 2013-2018 nei principali centri dell'Emilia-Romagna si è registrata una diminuzione delle attività commerciali pari a 920 unità. È quanto emerso nel corso di convegno organizzato dalla Ancestor-Associazione Centri Storici della Confesercenti regionale intitolato “Politiche di valorizzazione commerciale dei centri storici e ruolo dell'assistenza tecnica”. La diminuzione più consistente, in termini assoluti - spiega l'associazione - si è registrata a Bologna con un calo di 187 aziende, a Ravenna con 118 e a Rimini con 114. Guardando alla diminuzione in termini percentuali il capoluogo che ha visto il maggior ridimensionamento è Piacenza con un calo del 10,4%, seguita da Ravenna (-9%) e Cesena (-7,4%). Nel dettaglio il calo si è registrato soprattutto fra le imprese specializzate (le non specializzate, infatti, sono diminuite di una sola unità e hanno aumentato il loro peso sul settore dal 12% al 13%) mentre i settori più colpiti sono stati l'abbigliamento, le calzature e gli articoli in pelle con 277 aziende in meno; gli articoli culturali e creativi, ossia libri, giornali, cartolerie e articoli sportivi con 253 unità in meno e gli articoli per la casa con 234 unità in meno. Sono aumentati, invece, i negozi di apparecchiature informatiche e telecomunicazioni cresciuti di 41 unità, le attività di alloggio, cresciute di 201 unità e ristorazione, avanzate di 666 unità. Per quanto riguarda l'alloggio, l'aumento è dovuto alla forte crescita di Bologna (+148 imprese), seguita a distanza da Ferrara (+28) mentre Rimini registra un calo di 18 unità. La tipologia che è cresciuta di più è stata quella degli affitti brevi, b&b e residence, passata da 274 a 491 unità, con una forte crescita in particolare a Bologna (da 76 a 221). Nel settore della ristorazione, a fianco della crescita delle imprese a Bologna (+247), si sono registrati buoni incrementi a Parma (+103), Modena (+101) e Reggio Emilia (+72). Nel corso del convegno sono emerse anche una serie di richieste per le istituzioni da parte della Confesercenti dell'Emilia-Romagna per il commercio in regione. Cinque, in particolare, i desideri dell'associazione a partire da risorse destinate direttamente alle imprese per lo sviluppo di progetti commerciali; valorizzazione della rete dei Cat-Centri di assistenza tecnica alle imprese del commercio, turismo e servizi ed il loro riconoscimento come centri per l'innovazione; valorizzazione del sistema dei Confidi; sostegno allo sviluppo dei Digital Innovation Hub per il commercio e l'introduzione di risorse provenienti da diverse fonti per la qualificazione, anche infrastrutturale, dei centri urbani.

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