Economia

Ugdcec Piacenza a confronto

Evento di aggregazione tra le categorie delle associazioni giovanili professionali

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Comunicato UGDCEC di Piacenza

Il Consiglio Direttivo dell'Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Piacenza (UGDCEC di Piacenza) comunica che è stato deliberato l’evento di aggregazione tra le categorie delle Associazioni giovanili professionali. L'evento verrà organizzato a Piacenza a Maggio 2023. Come spiega Fabio Maggi, Presidente dell'UGDCEC piacentino: "È arrivato il momento che le associazioni di categoria professionali giovanili si incontrino per poter incidere virtuosamente sulla realtà territoriale. L'obiettivo è quello di creare una rete di relazioni sinergiche con altre Associazioni di Categoria del territorio piacentino, al fine di creare nuove opportunità a vantaggio di tutti. Facendo nostro l’imperativo promosso dall’Unione Nazionale: Uniti più che mai per rafforzare i legami professionali. Abbiamo fiducia nella ripresa, grazie alle capacità individuali ma anche al valore aggiunto di fare squadra, sia a livello generazionale che professionale. Le priorità per ripartire dovranno basarsi su tre pilastri: formazione, digitalizzazione e innovazione. La crisi pandemica oltre a farci realizzare l’interconnessione tra i fenomeni ha reso evidente la necessità di accelerare verso un nuovo modello di sviluppo, che sia sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale. I giovani Professionisti hanno nelle mani il futuro del Paese, la responsabilità di cambiare verso il nuovo paradigma, quello che l’Europa ci chiede per sfruttare al meglio le risorse che mette a disposizione. Il nostro progetto vuole essere un esempio concreto della capacità di unire le forze, mobilitando le migliori risorse del Paese tra i giovani professionisti e imprenditori”. Il ruolo fondamentale della rete delle professioni Il mondo delle Professioni ha assunto nel tempo un ruolo fondamentale nel sistema economico e sociale del Paese, giungendo a rappresentare una componente importante del P.I.L. italiano e un’importante componente delle percentuali sull’occupazione creando così ricchezza e sostentamento per molte famiglie italiane. La presenza di una rete di professionisti e imprenditori strutturata territorialmente e coordinata centralmente costituirà sempre di più l'interfaccia tra istituzioni pubbliche, cittadini ed imprese. Una rete tra soggetti che, oltre a svolgere un importante ruolo sociale culturale ed economico rappresenta uno straordinario ed efficacissimo strumento di promozione dell'innovazione in grado di offrire, in virtù del vincolo deontologico, una garanzia di equilibrio tra tutela dell'interesse pubblico e salvaguardia dell'interesse privato. La libera imprenditorialità e l’investimento sulle conoscenze intellettuali rappresentano uno degli sbocchi che i giovani laureati stanno scegliendo per il loro futuro. Il mondo dei giovani professionisti I giovani professionisti chiedono alla politica stabilità e chiarezza. L'Italia attraversa un momento economico difficile. Vi sono infatti riforme da completare e una serie di iniziative da intraprendere per dare sicurezza ai mercati e alle imprese. ll forte calo di giovani alla guida delle imprese, causato anche dall'invecchiamento della popolazione, pone un serio problema di passaggio generazionale dell'imprenditoria italiana che va affrontato in modo deciso. Secondo un'analisi condotta da Unioncamere e Infocamere sul Registro delle imprese tenuto dalle Camere di commercio tra il 2011 e il 2021 il sistema imprenditoriale italiano ha registrato un forte aumento dell'età della classe dirigente. Più nel dettaglio, la classe di età con meno di 30 anni fra imprenditori e manager si è ridotta del 25,9% e del 28% quella fra i 30 e i 49 anni. L’evoluzione del mondo della professione del Commercialista Con riguardo invece al mondo della professione del Commercialista esiste una corrente di pensiero che sostiene la fine o comunque il declino del commercialista che si occupa esclusivamente o prevalentemente di adempimenti. Sull'altro versante si muove, invece, una linea di pensiero aperta al cambiamento, secondo la quale la sopravvivenza del commercialista dipende strettamente dalla sua capacità di evolvere sempre più verso la consulenza aziendale. Tra i due versanti si colloca la discussione sui nuovi albi ed elenchi creati dal legislatore negli ambiti più specialistici della professione. Tutto questo mentre il mercato dei servizi professionali si trova al centro di una trasformazione epocale indotta da molteplici trend rispetto ai quali la pandemia e la guerra russo-ucraina sono solo gli ultimi fattori scatenanti. Una recente analisi condotta dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti, conferma che la categoria professionale dei commercialisti non rifugge alle aggregazioni professionali. Infatti, i dati dicono che circa il 40% dei commercialisti esercitano la professione in forma aggregata contro il 60% che continua a operare in uno studio individuale. Il punto è che le aggregazioni sono molto eterogenee, generalmente piccole e poco strutturate.

Per il Consiglio Direttivo il presidente Fabio Maggi

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