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Sabato, 21 Maggio 2022
Economia

«Con i costi produttivi schizzati alle stelle in questa fase più che mai vicini ai soci»

Il bilancio finale di Boeri: «Cia sempre al servizio dei soci, nonostante le difficoltà legate alla pandemia»

«Abbiamo mantenuto inalterato il numero di soci, dopo la crescita che ha caratterizzato la pre-pandemia, assicurando, grazie ad uno staff di giovani e validi professionisti, magistralmente coordinati dalla direttrice Marina Bottazzi, tutti i servizi durante i due anni di Covid, sia grazie allo smart working, che lavorando su appuntamento con rigide misure di sicurezza. È un risultato di cui, unitamente a tutta la Giunta, vado fiero ed ora ho deciso, in vista del rinnovo degli organismi dirigenziali, di compiere un passo di lato, anche per favorire il ricambio generazionale, grazie ai tanti giovani e valenti imprenditori che fanno parte dell’associazione professionale». Questo il commento sintetico sugli ultimi due anni del suo mandato di Franco Boeri, presidente della Cia (Confederazione italiana agricoltori), in vista, dopo le assemblee zonali, di quella provinciale che si terrà venerdì 4 marzo al Palazzo dell’Agricoltura durante la quale verrà nominato il nuovo presidente, il suo vice e la Giunta esecutiva.

«Sono tornato - grazie a questa esperienza in Cia - ad un antico amore ed una passione della mia giovinezza, ovvero l’agricoltore, ed in questa veste ho imparato davvero molto a fianco di tanti bravi imprenditori ai quali spero di avere trasferito un po’ della mia esperienza di dirigente, seppur in un altro settore di lavoro». L’ingegner Boeri infatti, dopo una lunga esperienza come direttore di Acap (ora Seta, azienda dei trasporti pubblici), da circa dieci anni conduce un’azienda a Ferriere dove produce patate, miele e piccoli frutti, con un laboratorio per miele e marmellate ed ora anche un piccolo agriturismo. Il classico esempio di quella multifunzionalità che consente agli imprenditori agricoli di vivere in montagna, «senza - ha soggiunto - che venga riconosciuto quell’imprescindibile ruolo di tutela del territorio che ci caratterizza e questo è un obiettivo che la nostra organizzazione deve conseguire con determinazione».

«Non mi ricandiderò per un nuovo mandato. Ho compiuto 74 anni e nel 2021 è nato il mio nipotino Liam, due validi motivi per non assumermi impegni di rappresentanza. Pertanto continuerò a dedicarmi alla mia azienda agricola di montagna con annesso agriturismo e farò il nonno, rimanendo ovviamente sempre nell’organizzazione professionale di cui mi onoro di farne parte».

«La nostra attività - soggiunge Boeri - consente di coniugare ambiente, paesaggio e sostenibilità; è il mestiere più bello del mondo, appassionante, creativo, a contatto con la natura di cui siamo veramente i custodi, ma la nostra imprenditorialità che garantisce alimenti di qualità per tutti, non è adeguatamente riconosciuta e valorizzata, meno che mai nei territori svantaggiati dove vivrebbero e lavorerebbero volentieri tanti giovani, se potessero avere a disposizione le necessarie infrastrutture e gli indispensabili servizi per una normale qualità di vita; senza di loro la montagna si spopola sempre più o rimane quella connaturata da un’agricoltura eroica».

«Il nostro settore – precisa - ha tenuto nonostante tutte le difficoltà; non a caso questo viene definito “primario”, ma troppo spesso, all’interno della filiera diviene secondario. Negli anni il ruolo di Cia è cresciuto, soprattutto all’interno delle istituzioni e degli enti pubblici, con la presenza di nostri rappresentanti ed abbiamo operato cercando di essere in sintonia con le altre organizzazioni professionali perché problemi ed interessi sono comuni, nella necessità di “fare squadra”, soprattutto in questo momento con i costi produttivi che sono schizzati alle stelle e dobbiamo essere più che mai vicini ai nostri soci per le programmazioni».

«Abbiamo garantito, nonostante la pandemia (lavorando in sintonia con il nostro direttore Marina Bottazzi che devo ringraziare unitamente a tutto lo staff), i servizi tecnici, fiscali e di patronato essenziali e diffusi nel territorio provinciale. Mi riferisco in particolare anche alle produzioni biologiche che sono il futuro per le zone svantaggiate, ma anche per tante produzioni di pianura, pomodoro compreso, ora con una percentuale ancora esigua, ma destinata a crescere costantemente in considerazione delle richieste di mercato, ma senza dimenticare che con la lotta integrata abbiamo garantito prodotti di alta qualità, nel rispetto dell’ambiente. Abbiamo cercato, anche se non è stato facile, di essere vicini ai nostri soci che hanno aperto negli anni tanti agriturismi, una integrazione al reddito aziendale sempre più importante e che durante la pandemia hanno dovuto rinunciare a questa opportunità. Ora speriamo di ripartire con coraggio e fiducia perché - chiosa Boeri - bisogna essere anche un po’ ottimisti, soprattutto per il futuro delle giovani generazioni. Una degli ultimi obiettivi su cui lavorare è ora la concretizzazione della possibilità di autodifesa degli agricoltori contro i danni, sempre più ingenti, dalla fauna selvatica, naturalmente in ottemperanza alle legge, e con tutte le dovute autorizzazioni ad operare. Questo è un problema che è stato sottovalutato, determinato da uno squilibrio ambientale che colpisce prima di tutti coloro che in questo ambiente vivono e lavorano, ovvero gli agricoltori. La Cia è, e sarà, sempre al loro fianco, perché questa è la nostra “mission”».

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