Con l’e-commerce vola il fatturato di Ikea ed Amazon

Lezione manageriale all'Università Cattolica per gli studenti di Logistica e Supply Chain Management del prof. Luca Lanini

Piacenza sta diventando la capitale della logistica e le aziende che vi operano, grandi colossi come Ikea ed Amazon stanno avendo crescite esponenziali della loro attività grazie all’e-commerce. Ikea per esempio proprio a Piacenza ha creato un polo distributivo che serve tutta Italia ed il Mediterraneo. Per questo una logistica efficiente diventa un vero e proprio valore aggiunto con al centro i bisogni e le esigenze del cliente e questa si sta rivelando un’arma vincente.

Il prof. Luca Lanini docente di Logistica del Dipartimento di Scienze economiche e sociali ha invitato, come di consuetudine ogni anno, al termine dei corsi, alcuni manager per lezioni dal “vivo”, con lo scopo di ripercorrere pragmaticamente ciò che è stato insegnato loro nell’arco del corso dal loro docente. E per l’occasione è stato chiamato Andrea Colzani Distribution operation manager presso la base logistica Ikea di Piacenza ed un rappresentante della base logistica Amazon di Castelsangiovanni. Con gli studenti del prof. Lanini erano presenti anche allievi degli istituti tecnici ad indirizzo logistico di Mantova e Fidenza.

Piacenza- ha chiarito Colzani- è in posizione strategica, al centro della rete di trasporti. Qui siamo accanto all’autostrada Milano-Napoli (A1) e alla Torino-Brescia (E70), quindi a breve distanza dai porti di Genova e di La Spezia. Le merci arrivano qui da fabbricanti più o meno lontani (l’Italia è il terzo fornitore dell’Ikea al livello globale, dopo la Cina e Polonia). Sono sempre scatoloni poggiati su piattaforme (pallet), ben imballati con il cellophane e targati con codici a barre. Hanno viaggiato per mare in un container che sbarca a Genova o a La Spezia o a Ravenna, o forse hanno attraversato l’Europa in un vagone ferroviario o su un Tir, ma alla fine c’è sempre un camion che entra nel piazzale del deposito piacentino e si accosta in retromarcia a uno dei 164 varchi ed apre i portelloni.

Il deposito Ikea (un chilometro per 200 metri di superficie, alto come un palazzo di tre piani, circa 130mila metri cubi di capacità di stoccaggio) è uno snodo per le merci che arrivano, sono smistate, riassemblate, spedite. Qui è il “regno”della “logistica” delle merci. Ancora imballata, la merce può finire nella zona di stoccaggio in attesa di ripartire verso i negozi dell’Ikea in Italia o in Svizzera, in Croazia, in Romania, in Grecia, in Turchia, a Cipro, in Egitto, fino alla penisola arabica. “Grande attenzione- ha rimarcato Colzani- all’impatto ambientale. La nostra mission è quella di integrare con la comunità locale. Da noi operano circa 800 persone, di cui 260 assunti e 530 fornitori esterni”. Tra le innovazioni, il tetto, coperto da più di 66mila pannelli in silicio. È uno dei più grandi impianti fotovoltaici privati in Italia, 6,98 megawatt di potenza installata, copre l’intero consumo annuale del deposito e immette pure nella rete. I veicoli interni hanno batterie elettriche. Il 95 per cento dei materiali di scarto (legno, cartone, plastiche degli imballaggi), va nella raccolta differenziata. I pallet di legno sono aggiustati e riutilizzati finché possibile, poi finiranno all’azienda municipalizzata per essere smaltiti.

Amazon è invece presente con il centro di distribuzione di più di 70mila metri quadri a Castel San Giovanni, struttura che è stata caratterizzata da uno crescita esponenziale di addetti, da 50 a 1100 persone assunte a tempo indeterminato in 5 anni di attività. L’età media degli addetti è molto bassa, con percorsi di crescita interna che possono far passare un assunto dalla più semplice mansione di operatori di magazzino, fino all’area manager. Tutto in base all’impegno, alla voglia di fare, di apprendere, di migliorarsi. Vi è attivo un service management per governare al meglio l’impresa di servizi, garantendo la massima qualità al cliente attraverso la gestione dei processi. Il tempo di consegna è un fattore di qualità e pertanto ogni processo viene ottimizzato al massimo per consentire al cliente di comperare ciò che vuole. Questo metodo migliora l'esperienza d'acquisto dei clienti, con spedizioni più veloci e costi inferiori, che ci consentono di offrire ai clienti prezzi più bassi. La merce dagli scaffali non si muove da sola. Le funzioni dei dipendenti sono tre: Stower, Picker, Packer. Il primo registra la merce in entrata, il secondo la mobilita sugli scaffali, il terzo la impacchetta e invia ai nastri trasportatori, dai quali cade direttamente nei contenitori destinati ai corrieri. Semplice e assolutamente efficace, consente di gestire in una sola giornata quasi 400 mila ordini.

Non esiste divisione merceologica, solo quella più elementare: oggetti piccoli e grandi. Ma il caos sugli scaffali è in realtà apparente, perché il sistema sa dove trovare ogni cosa: fosse pure uno spillo. Si lavora con Pc e codici a barre, tutto è automatizzato, perfino la scelta dell’imballaggio è determinata dal sistema. Che sa, anche, quanto deve pesare il pacco di ogni cliente: qualche grammo in più o in meno significa errore, ed è subito segnalato. L’etichettatura del destinatario viene applicata in automatico, e solo dopo la chiusura del pacco: così la privacy è salva.

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