«Con l’economia circolare il rifiuto diventa materia prima, tutela l’ambiente e dà occupazione»

Con questi obiettivi Trs, azienda caorsana che si occupa da trent’anni della gestione integrata dei rifiuti industriali, ha presentato a Confindustria Piacenza il progetto di riorganizzazione della piattaforma di gestione rifiuti a Caorso

L'incontro

Con l’economia circolare il rifiuto diventa materia prima,tutela l’ambiente e dà occupazione. Con questi obiettivi Trs azienda caorsana che si occupa da trent’anni della gestione integrata dei rifiuti industriali, ha presentato a Confindustria Piacenza (alla presenza di autorità civili e militari, rappresentanti di enti ed associazioni) il progetto di riorganizzazione della piattaforma di gestione rifiuti a Caorso.

«Il piano- ha spiegato Claudio Dodici, presidente Trs Ecologia nel corso del convegno dedicato a “Economia Circolare: il rifiuto diventa materia prima”, prevede entro tre anni dal conseguimento dell’autorizzazione, il completamento e l’ottimizzazione di una piattaforma rivoluzionata nelle sue funzionalità, in grado di applicare le tecniche più all’avanguardia a vantaggio di territorio, ambiente e sicurezza. La nuova piattaforma polifunzionale di Caorso rappresenterà un importante passo avanti sia per la sostenibilità che per la sicurezza del territorio piacentino.Il nuovo impianto prevede infatti caratteristiche tecniche e strutturali volte a migliorare l’efficienza, la sicurezza e la sostenibilità della nostra attività, finalizzata al riutilizzo e recupero di tutti i rifiuti trattati. Gli obiettivi: riduzione dell’impatto ambientale, miglioramento della sicurezza e aumento occupazionale. La nuova configurazione dell’impianto consentirà di migliorare i criteri di priorità nella gestione dei rifiuti: preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero e smaltimento. Infine, mettendo in campo strategie per l’utilizzo di energie rinnovabili, concorrerà alla riduzione degli sprechi e dei consumi. In particolare si attuerà con l’installazione di un impianto fotovoltaico che consentirà di autoprodurre l’energia necessaria al funzionamento degli impianti e attraverso la riduzione del consumo di risorse idriche grazie al sistema di raccolta e riutilizzo delle acque meteoriche delle coperture. Sul piano della sicurezza- ha detto il Presidente TRS- ci sarà un miglioramento grazie all’ottimizzazione logistica delle aree adiacenti, che impatterà positivamente sia per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori, che dell’ambiente. Verranno in particolare attivati sistemi antincendio ad alta efficienza. E’ prevista poi la crescita di opportunità lavorative, legate alle diverse tipologie di professionalità richieste all’interno dello stabilimento a tutti i livelli».

Nel suo discorso Dodici ha toccato anche legalità e lotta alla malavita.«Una gestione responsabile e consapevole dei rifiuti rappresenta una risorsa, oltre che una risposta fondamentale alle problematiche ambientali di oggi e del futuro. Non affrontare questo tema, significa lasciarlo in mano alla criminalità e alla malavita. La cronaca ci mostra ogni anno esempi di realtà e di nazioni che trasportano i propri rifiuti sotto forma di “aiuti umanitari” in Paesi non controllati, con il risultato di vedere bambini che giocano su discariche di rifiuti pericolosi a cielo aperto. Vogliamo e chiediamo che la gestione dei rifiuti venga sempre più normata e controllata. Trent’anni fa, quando siamo partiti, in azienda c’era una persona sola. Ora siamo quasi sessanta ed è un numero che riteniamo possa aumentare ancora grazie alle nuove competenze che saranno necessarie. Guardare avanti in effetti fa parte del nostro dna».

Le tre fasi del progetto. La prima consiste nella realizzazione di due nuovi capannoni e prevede il proseguimento senza interruzioni delle attività svolte nel capannone esistente. La seconda fase vedrà lo spostamento dell’attività nei nuovi capannoni appena realizzati, mentre verrà demolito e ricostruito integralmente il preesistente. Infine con l’impianto ultimato e completamente operativo l’attività sarà ridistribuita in tutti e tre i corpi di fabbrica.

L’assessore alle politiche ambientali della Regione Emilia Romagna Paola Gazzolo ha sostenuto che «l’economia circolare è il futur, ma è già il presente nella nostra Regione che ha raggiunto il 60% del recupero dei rifiuti normali e speciali».

Citando l’Agenda Onu per il 2030 ha detto che «questa è la strada intrapresa a livello europeo e planetario. Siamo consapevoli che ormai il pianeta utilizza una volte e mezzo le risorse a disposizione; le conseguenze del cambiamento climatico sono visibili a tutti. Abbassare l’utilizzo della materia prima è la condizione per aumentare anche la competitività del nostro sistema produttivo, oltre ad essere garanzia di sostenibilità ambientale. Inoltre è fondamentale per affrontare al meglio il tema della legalità in rapporto alla gestione dei rifiuti, uno dei problemi fondamentali dell’Italia. Economia circolare è infatti l’incrocio tra sostenibilità sociale, ambientale ed economica perché deve diventare un progetto d’impresa che crea lavoro».

L’assessore all’Ambiente di Piacenza Paolo Mancioppi (coordinava la dottoressa Anna Grinovero di Aconsulting Srls) ha ricordato che «quello dell’ambiente è un tema trasversale che interessa ormai tutti i cittadini. Per quanto riguarda la differenziata, nell’ultimo anno abbiamo esteso la raccolta su quasi tutto il territorio comunale; ora l’obiettivo è di arrivare al 70 % di raccolta porta a porta. Bene TRS che investe».

Il presidente di Conou Paolo Tomasi (Consorzio Nazionale Gestione Raccolta Trattamento Oli Minerali Usati) ha detto che «la sfida è la qualità. Il riciclo e rigenerazione dell’olio è per l’Italia un primato europeo; oggi il consumo si è ridotto grazie alle nuove tecnologie ed oltre il 99% va alla rigenerazione».

Serena Leona di Cobat  ha ricordato come il Consorzio «abbia iniziato con la raccolta delle batterie, ma ora si è sviluppato sulle componenti elettroniche, sui pannelli fotovoltaici e, da poco, sui pneumatici. Dal 2018 si sono sviluppati tre consorzi “monofiliera” sempre coordinati da Cobat. «Il nostro futuro- ha detto- è investire in studi, ricerche e partnership con nuove tecnologie».

Giuseppe Magro, presidente di Iaia Italia (Associazione Italiana d’Impatto Ambientale) ha ricordato che il progetto Onu «è stupendo, ma costerà dai 5 ai 7 mila miliardi; la via di uscita dalla crisi è una comune “governance” e bisogna cogliere le opportunità della digitalizzazione una rivoluzione che va gestita o sarà un disastro. Le cose nuove vanno discusse con il territorio e basate su una collaborazione sociale».

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