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Dallavalle e Gandolfi

Dallavalle e Gandolfi

Con l’unione di Agriform-Parmareggio nasce la società leader dei formaggi Dop

Piacenza trait d’union tra Veneto ed Emilia-Romagna grazie a due realtà: il caseificio sociale Canalone di Cortemaggiore ed il Caseificio sociale Santa Vittoria

Si è trattato di una importante operazione a cui lavoravo da anni e che unisce due realtà di eccellenza, che hanno sempre intrattenuto buoni rapporti e visioni condivise, con alla base una cultura contadina. Sono due grandi imprese di carattere cooperativo, due filiere produttive leader del comparto, con due reti commerciali in Italia e all'estero del tutto sinergiche tra loro; due “portafogli- prodotto” perfettamente complementari e con grandi potenzialità, operanti in un rapporto paritetico ed in costante sintonia». Commenta così Nisio Paganin, consigliere delegato di Agriform, l’accordo stilato (che verrà formalizzato a fine anno) tra i soci di Parmareggio, con sede a Modena, leader di mercato nel Parmigiano Reggiano, e quelli di Agriform, ubicati a Sommacampagna (Vr), la più importante realtà veneta nel settore del Grana Padano, Asiago, Piave e altri formaggi tipici regionali Dop. Hanno infatti deciso di unire le loro aziende in un’unica realtà, che sarà attiva a partire dal primo gennaio del 2021.

La nuova realtà debutterà con un fatturato di 550 milioni di euro, di cui quasi 200 realizzati all’estero. Si porrà ai vertici del mercato dei formaggi grana Dop, potendo garantire il controllo completo della filiera produttiva attraverso le rispettive basi sociali: il nuovo Gruppo riunirà oltre 2mila allevatori e una ventina di caseifici soci.

Tra questi, quasi “cerniera” tra le due regioni, due caseifici piacentini, il Caseificio sociale Canalone di Cortemaggiore (di cui è presidente Pietro Dallavalle) ed il Caseficio sociale Santa Vittoria (di cui è presidente Fausto Gandolfi), realtà produttive di Grana padano Dop di qualità che da alcuni anni conferiscono le loro forme ad Agriform per il mercato estero.

«Una scelta hanno a più riprese commentato i Presidenti- che si è rivelata vincente, consentendo sbocchi di mercato che si possono Nisio Paganin-2affrontare solo grazie alla forza di coesione di una cooperativa di secondo grado che associa alcuni tra i più importanti caseifici cooperativi dell’Italia nordorientale». Vi annovera marchi apprezzati in tutto il mondo, come l’Asiago, il Grana Padano, il Piave, il Parmigiano Reggiano, il Montasio, il Monte Veronese.

L’azienda, nata nel 1980, ha avuto il suo grande sviluppo quando nello stabilimento di Sommacampagna (Verona), che ospita su 14.500 metri quadri ben 200.000 forme di formaggio in stagionatura, ha allestito impianti di porzionatura e confezionamento per la conservazione igienica ed organolettica dei formaggi. Cui si è aggiunto nel 2016 a Busseto, in provincia di Parma, un moderno centro di confezionamento dove il Parmigiano Reggiano viene prodotto, stagionato, e poi confezionato.

La cooperativa, di cui è presidente Domenico Basso, è partecipata da Lattebusche (Cesiomaggiore, Belluno), azionista di riferimento con il 40% delle quote; Latterie Vicentine (25%), Caseificio Santa Vittoria (13%), Latte Montagna Alto Adige (4,2%), oltre a Latteria sociale di Trissino e Caseificio sociale Canalone. Ha 210 addetti, di cui una quarantina fra uffici e commerciale, 50 occupati nella stagionatura e 120 nel confezionamento. Agriform ha chiuso il 2019 con un fatturato pari a 179 milioni di euro, di cui il 53%, quasi 90 milioni, realizzato all’estero, ad iniziare dagli Usa (32 milioni), Svizzera (20), Germania, Canada ed altri 60 paesi.

Il processo di integrazione riconosce alla componente veneta una quota di minoranza “qualificata” nella nuova società, protetta da una serie di patti parasociali che le consentiranno un sostanziale equilibrio nella governance e il controllo di tutte le operazioni di natura straordinaria. «Forti dei risultati finora raggiunti da entrambe le imprese - ha dichiarato Ivano Chezzi, presidente di Granterre – Parmareggio- l'unione delle nostre forze ci consentirà di aspirare ad ulteriori importanti sviluppi sui mercati nazionali ed internazionali, costruendo una società ancora più solida, più competitiva, e migliorando ulteriormente la valorizzazione dei prodotti di tutti i soci».

«Non è stato per nulla facile - ribadisce Paganin - ma abbiamo accelerato un percorso iniziato già anni fa. Dovevamo ben comprendere le potenziali sinergie. Abbiamo prima sviluppato un piano industriale simulato per il prossimo triennio, coinvolgendo competenti “advisor” (PricewaterhouseCoopers) che ci hanno affiancato nella definizione delle sinergie e del piano industriale; la società Athena ci ha poi supportato per la definizione del valore della nostra realtà produttiva e per acclarare le nostre intuizioni commerciali. Si prevede una crescita significativa del fatturato nel triennio 2021-2024, con corrispondente miglioramento delle marginalità».


«Sono - ribadisce Paganin - orgoglioso di questo risultato che, sia ben chiaro, è stato raggiunto con un lavoro congiunto; non è stato semplice mettere insieme due aziende sane e ben strutturate; di solito ci sono delle incorporazioni. Qui invece siamo davanti a due soggetti autorevoli, con pari dignità, che si mettono insieme in sinergia per affrontare con forza nuovi mercati e concretizzare nuove opportunità, facendosi forza sulla qualità indiscussa dei loro prodotti. Per ora - conclude Paganin - manterremo i rispettivi marchi, anche per smaltire il precedente packaging, poi provvederemo ad individuare un nome comune che ci possa adeguatamente identificare».

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