Con Mymentor gli studenti di General Management vicini al mondo delle imprese locali

Un vero e proprio patto con le imprese del territorio, con il fine di offrire agli studenti un approccio diretto con il variegato mondo dell’imprenditoria piacentina “intercettandone i bisogni”, in un percorso di crescita professionale ed umana

Un vero e proprio patto con le imprese del territorio, con il fine di offrire agli studenti un approccio diretto con il variegato mondo dell’imprenditoria piacentina “intercettandone i bisogni”, in un percorso di crescita professionale ed umana. E’ questo il significato del progetto MyMentor, un’esperienza didattica “sul campo” progettata da due docenti della Facoltà di Economia della Cattolica (Franca Cantoni ed Elena Zuffada, con il supporto di un comitato organizzatore/scientifico composto da Fabrizio Capocasale, Giuseppe Ghittoni e Max Traversone) per gli allievi della laurea magistrale in General Management (e Gestione d’azienda). Un percorso di avvicinamento al mondo del lavoro riservato agli studenti del 2° anno “per imparare- come ha sottolineato la Preside Anna Maria Fellegara- un diverso modo di fare gruppo e squadra, attraverso un accompagnamento con un pool di mentor (tutti manager delle imprese piacentine), che diventa un fondamentale momento di crescita personale grazie alla disponibilità di questi professionisti e delle aziende in cui operano”.

“Un progetto unico nel suo genere- ha chiosato il direttore amministrativo Mauro Balordi- e non a caso i ragazzi hanno colto l’importanza di questo percorso.Dallo scorso anno si è passati da 6 mentor ai 60 del 2016”. “”Abbiamo intercettato- ha detto la prof. Zuffada un bisogno per tutte le funzioni aziendali (Finanza, Amministrazione contabilità, Pianificazione e controllo di gestione, Marketing e commerciale, Risorse umane, Consulenza strategica, Imprenditorialità); molti mentor sono nostri laureati, la conferma che la nostra Università ha lasciato il segno. Il 1° luglio del 2017 verificheremo gli esiti di questa esperienza”.

“Una sperimentazione- ha sottolineato la prof. Cantoni- per la quale è importante possedere competenze tecniche ma anche personali ed interpersonali, per la quale da subito, stiamo stilando un’agenda di incontri”. Diversi sono i motivi- si evince nella presentazione- che hanno spinto gli studenti a partecipare. In particolare per poter ricevere indicazioni di vita vissuta utili ai fini di un percorso lavorativo, contribuendo allo sviluppo della propria coscienza professionale ed essere protagonista di un dialogo tra mondi contigui (quello universitario e quello dei professionisti) e dare vita a un efficace scambio di idee e un confronto sempre più proficuo. Inoltre l’interazione con il mentor può rappresentare l’occasione per individuare un argomento da sviluppare nella tesi di laurea.

Insomma questa collaborazione può produrre un arricchimento reciproco, può allargare gli orizzonti e far scoprire nuove prospettive ed opportunità in una sinergia tra il mentor, una figura professionale con esperienza che trasferisce conoscenze, ed un giovane in procinto di approcciarsi al mondo del lavoro per aiutarne la crescita professionale. Il mentor ha il compito di supportare e guidare l’allievo svolgendo il ruolo di consigliere e di guida. E’ lasciata alla coppia mentor/mentee la libertà di impostare il rapporto nella maniera più consona al percorso di crescita. E’ quindi possibile che il confronto avvenga: direttamente, ad esempio con la frequentazione dell’ambiente di lavoro del mentor da parte del mentee, o con incontri periodici diversamente strutturati; indirettamente, ad esempio via mail, telefono o skype. Il Comitato Scientifico è impegnato a supervisionare il lavoro delle parti e si mette a disposizione sia del mentor che del mentee, affinché possano trarre adeguati benefici dal rapporto.

Prima di ufficializzare “gli abbinamenti”, Max Traversone ha illustrato alcuni dati significativi: da 6 mentor del 2015 a 60 di quest’anno, 44 uomini e 16 donne che operano in diversi ambiti di management, una consulenza strategica in aree funzionali dinamiche che rispecchiano l’evoluzione della società. E per facilitare gli scambi, è stata creata una community on line in cui mentor e mentee inseriranno i profili, uno strumento di ulteriore dialogo comune

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