Con SOIL4Wine la viticoltura di collina torna a rifiorire

La Cattolica capofila del progetto europeo "Life" Soil4wine finanziato dall'Unione europea con 1 milione e mezzo di euro circa per tre anni. L'assessore Gazzolo: «Progetto innovativo»

Un momento della presentazione

“La ricerca, e le relative valutazioni qualitative, hanno una valenza internazionale ma se è possibile una ricaduta sul territorio, migliorando il rapporto con enti pubblici e realtà imprenditoriali, allora si ottiene il massimo”. Con questa riflessione il preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari ed ambientali Lorenzo Morelli ha aperto la conferenza stampa che si è svolta presso l’Università Cattolica di Piacenza, per annunciare che l’ateneo piacentino sarà il capofila del progetto europeo “Life” Soil4wine Innovative approach to soil management in viticultural landscapes (approccio innovativo nella gestione dei suoli dei paesaggi vitivinicoli), finanziato  dall'Unione europea con 1 milione e mezzo di euro circa per tre anni, coordinato dalla Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica (presenti i prof. Stefano Poni e Vittorio Rossi), con partners  lo spin off della Cattolica HORTA, VINIDEA (Gianni Trioli), ERVET Emilia Romagna (Enrico Cancila) e l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale (Parchi del Ducato) con il presidente Agostino Mangialli. “Un progetto innovativo - ha dichiarato l’assessore regionale alla Difesa del uolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna, la piacentina Paola Gazzolo - che apporterà benefici alla crescita del territorio e della Val Trebbia, con la sfida di remunerare i servizi eco-sistemici. Dobbiamo lavorare così- ha sostenuto- aggregandoci, con la sostenibilità parola- chiave della nostra azione. Contrastiamo l’abbandono dei terreni in agricoltura, puntiamo allo sviluppo della viticoltura innovativa per creare resilienza e vincere le sfide dei cambiamenti climatici”. La Gazzolo ha inoltre ribadito che si creeranno nuoci posti di lavoro; “cresceranno gli insediamenti se si manterranno e consolideranno le imprese favorite dalla “comunità digitale” realizzata entro il 2020, investimenti cospicui (700 milioni) che la Regione ha destinato allo sviluppo dell’Appennino e con azioni tese a semplificare al massimo, rivedendo i servizi in modo integrato. A tal fine è già pienamente operativo un gruppo di lavoro per capire dove si può agire più efficacemente”. “Ma in questo contesto- ha puntualizzato Morelli- la formazione è fondamentale”. Dunque migliorare la gestione del suolo nell’intero ecosistema vigneto e contemporaneamente ridurre l’erosione superficiale, mantenere il tasso di sostanza organica del suolo, limitare il compattamento e la contaminazione del terreno, salvaguardare o aumentare la biodiversità proponendo soluzioni sostenibili e migliorative dello stato dell’arte. Questi sono alcuni obiettivi del progetto europeo LIFE, “un programma – ha chiarito Poni- che nasce per la Val Trebbia dalla preoccupazione per il futuro della viticoltura locale, data l'elevata età media degli agricoltori specializzati nel settore e dello scarso ricambio generazionale che contraddistingue le aziende. Basti pensare che qui il territorio dedicato alla viticoltura copre circa 333 ettari con la presenza di 295 aziende. Una frammentazione che complica l’azione, ma con questo progetto si tenderà a migliorare una attività economica di interesse primario per l'intera provincia che già oggi è contraddistinto da una situazione parziale di abbandono a causa principalmente, del mancato ricambio generazionale: basti pensare che nel 2013 solo il 14% dei suoi fornitori aveva meno di 50 anni e circa il 30% oltre 65. Per contrastare il rischio di perdere un così importante patrimonio, non solo economico (fondamentale per la permanenza), ma anche culturale e colturale, strategico per una produzione di vini di qualità, sono già state avviate iniziative auto-sostenute mirate ad incentivare l'attività vitivinicola locale, il presidio del territorio e tecniche di produzione sostenibili. Buone prassi eccellenti che sicuramente hanno trainato il Progetto europeo che ne ha preso le mosse individuando nell'area dei Parchi del Ducato (Parco del Trebbia, Parco dello Stirone-Piacenziano, Parco del Taro e Parco dei Boschi di Carrega), la zona di interesse per i criteri europei. Saranno 9 le aziende locali “pilota” dello studio di tre anni che avrà inizio a gennaio 2017 e sarà soprattutto incentrato sul suolo, sul vigneto e sul terreno, con dimostrazioni ed analisi che poi verranno valutate da altre 40 aziende sparse in Europa per vedere in quale misura gli esiti siano applicabili ad altre realtà. Il progetto è concentrato soprattutto alle colline della Valtrebbia ed è rivolto alle aziende del settore: in totale quelle che insistono nelle aree coinvolte sono 295 e coprono 333 ettari. Le zone di interesse sono 4 Aree Protette dell’Emilia Occidentale (Parco dei Boschi di Carrega, Parco del Taro, Parco dello Stirone e Piacenziano, Parco del Trebbia). Al fine di raggiungere gli obbiettivi prefissati, capaci di generare effetti positivi sulla popolazione e sull’economia locale e, per estensione, anche su altre realtà viticole del territorio nazionale ed europeo, SOIL4VINE metterà in atto poi specifiche azioni tra cui maggiore resilienza delle aziende; effetti ambientali positivi a beneficio della popolazione locale in termini di miglioramento della gestione del suolo a vigneto e riduzione dell’inquinamento ambientale; riduzione impiego di pesticidi ed erbicidi; preservazione e miglioramento della stabilità idro-geologica del territorio. Ed ancora:preservazione e miglioramento della valenza paesaggistica, salvaguardia e miglioramento della biodiversità, effetti positivi sulla coesione sociale della aree rurali interessate e possibilità di estenderli ad altre aree con caratteristiche similari.

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