Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne: «Costruire un protocollo condiviso»
Stefania Pisaroni, segretaria confederale Cgil delegata per le pari opportunità, oggi al confronto indetto dall’Agenzia Regionale per il Lavoro sulle proposte dei diversi attori del territorio per migliorare il tasso di occupazione femminile
Lavoro femminile e conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: un protocollo condiviso tra istituzioni, parti datoriali e organizzazioni sindacali confederali, alla luce anche di esperienze analoghe che si stanno realizzando in altri territori della nostra Regione.
«Le donne sono l’emergenza del mercato del lavoro a Piacenza, sono sotto occupate e guadagnano un quarto meno degli uomini. Ci siamo rese conto di come la vita delle donne sia peggiorata nella maggioranza dei casi: hanno lavorato nei settori essenziali lo hanno fatto nelle "prime linee" della sanità, della produzione e distribuzione alimentare, delle pulizie e spesso con contratti a part time involontario o con contratti di somministrazione. E quando l'attività lavorativa si è trasformata in smart working è stato pesante portarla avanti insieme a mansioni di cura, gestione della didattica a distanza, accudimento di figli piccoli e anziani mentre i servizi educativi e centri per anziani e disabili erano chiusi. La conciliazione tra lavoro e vita famigliare è un tema centrale delle politiche nazionali, regionali e territoriali, da qui passa il futuro del mondo del lavoro a Piacenza». Ne è convinta Stefania Pisaroni, segretaria confederale Cgil delegata per le pari opportunità che martedì 10 maggio è presente al confronto indetto dall’Agenzia Regionale per il Lavoro che raccogliere le proposte dei diversi attori del territorio per migliorare il tasso di occupazione femminile e presenterà i dati sull’andamento dell’occupazione femminile e la programmazione delle attività dei Centri per l’Impiego dell’ambito provinciale di Piacenza «in una logica inclusiva e informativa». «Le politiche di conciliazione rappresentano un importante fattore d'innovazione, è un tema che tocca le donne, gli uomini e le organizzazioni e toccano la sfera privata, pubblica, politica e sociale incidendo sui carichi di cura all'interno della coppia e sull'organizzazione del lavoro e dei tempi della città, sul coordinamento dei servizi di interesse pubblico. È un tema fondamentale» precisa la Cgil in vista dell’incontro.
«Considerando che la gestione dei compiti di cura è quasi esclusivamente al femminile – aggiunge la nota - resta un nervo scoperto per la realizzazione della parità fra uomini e donne». Quindi «l'obiettivo è incrementare la presenza femminile nel mondo del lavoro sia in termini quantitativi che di qualità del lavoro». «La consapevolezza maturata dall'analisi del periodo che abbiamo alle spalle – osserva la Cgil - ha portato ad imprimere nuova forza al rilancio di tematiche sul recupero delle differenze normative, economiche e sociali tra uomini e donne». «Il coinvolgimento attivo del mondo delle imprese è fondamentale per arrivare ad azioni mirate e incisive, nuove pratiche negoziali e strumenti di sostegno alle politiche del lavoro delle donne, portando così a una più equilibrata suddivisione tra tempi di vita e di lavoro per le donne e per gli uomini». Soluzioni? Il lavoro agile e congedi parentali - per assistenza ai famigliari anche da parte degli uomini - strumenti che, utilizzati più diffusamente, possono contribuire sostanzialmente ad un miglior equilibrio a vantaggio di entrambi. «La sfida comune da cogliere è dare concretezza a tali obiettivi. Per questi motivi riteniamo necessario, come già espresso durante il recente incontro svoltosi presso la Sala Consiliare del Palazzo della Provincia dal tema "Armonizzare vita e lavoro: una sfida possibile", dare risposte concrete alle questioni attraverso la costruzione di un Protocollo condiviso fra istituzioni, parti datoriali e organizzazioni sindacali confederali, alla luce anche di esperienze analoghe che si stanno realizzando in altri territori della nostra Regione».