menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Sfolcini e Cavanna

Sfolcini e Cavanna

Condifesa Piacenza: «Annata difficile, cerchiamo di migliore l'offerta per i soci»

L'analisi del presidente di Condifesa Piacenza Gianmaria Sfolcini  e del direttore Stefano Cavanna

«Questa si presenta come un’annata difficile. A causa degli eventi climatici estremi negli ultimi anni le compagnie assicurative hanno erogato risarcimenti elevati. Questo rende più complicate le trattative in corso per il rinnovo delle polizze nella campagna 2020». Commentano così l’attuale situazione il presidente di Condifesa Piacenza Gianmaria Sfolcini  e il direttore Stefano Cavanna. 

«In pratica - spiega Sfolcini - per questi elevati risarcimenti, le compagnie hanno comunicato aumenti tariffari e limitazioni di garanzie: franchigie più alte, soglie di indennizzo più basse o riduzione dei valori totali assicurabili. Ora il nostro obiettivo - sottolinea - è trovare la giusta capacità assuntiva da parte delle compagnie per assicurare tutte le produzioni degli associati mediando tra le richieste delle assicurazioni e le esigenze degli imprenditori agricoli. In questi giorni stiamo incontrando i maggiori gruppi assicurativi, sia quelli a cui ci siamo già appoggiati in passato sia nuovi».

«Condifesa - ricorda Cavanna -  conta oggi 1.500 associati, la gran parte aziende agricole del Piacentino, nel 2019 ha assicurato un valore di 266 milioni di euro (+3% rispetto al 2018). Negli anni il nostro lavoro è molto cambiato, oggi siamo una realtà che fa rete perché ci confrontiamo con una struttura regionale e con una nazionale». Il servizio più conosciuto che il Condifesa offre è il posticipo del pagamento del premio: l’agricoltore sottoscrive le polizze a febbraio/marzo e paga il premio a dicembre. Poi ci sono funzioni più strategiche come la consulenza per la scelta dello strumento più adatto a seconda del tipo di coltura e della zona dove si trovano i campi. Ovviamente il Condifesa Piacenza è specializzato nel pomodoro da industria, di cui assicura 9.264 ettari (il 93% del totale coltivato nella provincia di Piacenza). «Abbiamo comunque - ribadisce Cavanna -  un potenziale di crescita molto ampio. Non dobbiamo più misurarci sui valori assicurati, ma sulla superficie assicurata rispetto a quella coltivata e gli ettari da mettere sotto protezione sono ancora tanti, soprattutto per frumento, uva e mais».

«Oggi - precisa - è cresciuta la conoscenza e la consapevolezza degli imprenditori agricoli verso questo strumento ma c’è ancora da lavorare per informare sempre meglio e superare quello scetticismo che a volte qualcuno evidenzia, mentre chi si assicura - chiarisce Cavanna - ha capito l’importanza dello strumento, lo conosce e cerca di usare al meglio le polizze per aumentare le coperture. Grazie al lavoro del Condifesa Piacenza per esempio tutti i produttori di pomodoro associati possono sottoscrivere polizze allo stesso prezzo, sia che abbiano subito danni nei tre anni precedenti (e quindi abbiano percepito rimborsi), sia che non li abbiano avuti. Questo mette al riparo i produttori dall’eventualità che una compagnia decida di non assicurare più un’azienda che ha avuto danni per tre anni di fila».

Funzione importante dei Condifesa è anche scoprire polizze innovative, testarle assieme ai soci disponibili e, se soddisfacenti, estenderne la sottoscrizione a tutti. «Circa tre anni fa - spiega sempre il direttore Cavanna - abbiamo testato una polizza innovativa per i cereali autunno-vernini della compagnia Itas mediamente una polizza per grano tenero e duro costa dal 3 al 3,5% del valore assicurato e si stipula a marzo/aprile.  Questa polizza ha un tasso dell’8,2%, quasi il triplo di quella convenzionale e si stipula a novembre. Ma qual è il vantaggio? Innanzitutto copre le colture dal momento della semina, quindi da novembre, poi tutela tutte le nove avversità, quindi anche eventuali danni da siccità invernale o eccesso di pioggia e poi dà un ristorno per l’eventuale perdita di qualità. C’è una tabella in base alla quale sotto 78 di peso specifico comincia a riconoscere un risarcimento. Negli ultimi tre anni questa polizza ha dato molta soddisfazione agli agricoltori perché si sono verificate tutte le condizioni per le quali la polizza risarcisce. Oggi questo strumento copre il 6/7% dei cereali che assicuriamo».

Ci sono poi strumenti nuovi ai quali Condifesa Piacenza guarda con interesse, a patto che siano ben tarati sulle esigenze degli agricoltori. «Lo standard value può aiutare a sburocratizzare le pratiche e anche a incentivare le assicurazioni, però è valido se i valori standard sono alti. Quanto alle polizze index based, possono essere utili su colture a basso valore come erba medica e prati pascolo, dove spesso costano più le perizie che la polizza». L’anno scorso il Condifesa Piacenza ha sperimentato con il gruppo Generali una polizza innovativa per frumento tenero e duro: metà tradizionale e metà index. «Aveva - conclude Cavanna - le coperture grandine e vento stabilite con la classica perizia e poi eccesso di pioggia e carenza idrica gestite con l’algoritmo delle index. Ovviamente le garanzie index costavano meno di quelle tradizionali, però è importante monitorare danni e risarcimenti per capire se l’algoritmo è tarato correttamente». Fermi al palo, almeno per ora, i fondi di mutualità: «Il problema è che l’Emilia-Romagna è molto diversa. Da una parte c’è la frutta, dall’altra pomodoro da industria. In mezzo c’è la zootecnia da latte, quindi bisogna progettarle in maniera più trasversale possibile e quindi appetibile per i soci».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

IlPiacenza è in caricamento