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Confagricoltura, «Latte: non esiste un contratto senza contraente»

Filippo Gasparini critico anche sul paniere per indicizzare il prezzo

“Sbagliato nel metodo e nel merito”. Questo il severo giudizio di Filippo Gasparini presidente della Sezione di Prodotto Lattiero-Caseraria di Confagricoltura Piacenza nei confronti dell’accordo sottoscritto nei giorni scorsi dai sindacati agricoli lombardi con Confcooperative sul prezzo di riferimento del latte a 37 centesimi a litro. “Non esiste un contratto senza contraente – prosegue Gasparini – senza Assolatte l’accordo ha ben poco valore”. Il settore lattiero-caseario piacentino guarda da sempre con interesse al comparto lombardo che con i suoi volumi, di fatto, condiziona anche il mercato locale. “L’indicizzazione dei prezzi è una strategia che va in direzione contraria al sistema organizzato in Op che il pacchetto latte prefigura come strada di sviluppo. Il prezzo – prosegue Gasparini - deve essere regolato da domanda e offerta, servono strutture capaci di muoversi nella contrattazione, come succede nel resto dell’economia. Non ha senso lavorare sulle Op, nate per esercitare un potere contrattuale con l’intento di definire il prezzo in un meccanismo di libero mercato e poi fare prezzi indicizzati che, di fatto, le esautorano. Oltretutto – prosegue Gasparini - i parametri alla base dell’indicizzazione sono a loro volta frutto di un meccanismo negoziale, a monte, retto da domanda e offerta, ragion per cui viene dato più peso a ciò che la parte più forte privilegia. Meglio sarebbe una contrattazione chiara e punto, però serve un sistema di allevatori organizzati. Stiamo lavorando all’Aop, il pacchetto latte è tutto all’insegna di dare potere contrattuale agli allevatori e nel contempo, si prende la strada dell’indicizzazione che difatti è un tentativo di una trattativa automatizzata per la quale le Op non servono più”. Anche considerando l’indicizzazione funzionale a costituire almeno un termine di riferimento, Gasparini prosegue: “a noi non serve un prezzo di riferimento, ma serve un prezzo, naturalmente il più alto possibile”. Gli aiuti di settore che la Francia ha stabilito di accordare ai produttori di latte sono una turbativa del mercato alla quale Gasparini non chiede di adeguarsi ma della quale chiede ragioni: ”Ci dicono che gli aiuti di stato non sono possibili poi l’Europa permette alla Francia di fare diversamente, allora, avevamo ragione a chiedere che fosse concesso, per quest’anno, un abbattimento delle multe sul latte prodotto extra quota come aiuto al nostro settore, perché evitare l’emorragia finanziaria degli affitti di quota e delle multe, ora comminate, sarebbe già stato l’aiuto stesso. Le regole devono essere uguali per tutti, altrimenti non è che un’ulteriore conferma a quanto ho espresso anche recentemente – conclude Gasparini -  che a livello europeo c’è una lobby alla quale il nostro settore primario e le sue eccellenze risultano invisi e da osteggiare”.

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