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il fotovoltaico a Pusterla

il fotovoltaico a Pusterla

Confagricoltura Piacenza: "Dalle nostre aziende energia per 7mila famiglie"

L’energia verde come supporto alla produzione di alimenti

La Regione Emilia Romagna ha dedicato alle agroenergie, all’efficienza energetica, all'assorbimento di CO2, alla riduzione delle emissioni di gas serra ed ammoniaca misure specifiche del Piano di Sviluppo Rurale. Se n’è parlato alla Fiera di Rimini Ecomondo Key Energy, al convegno “PSR: opportunità tra clima ed energia” organizzato da Confagricoltura Emilia Romagna. I primi bandi partiranno subito nel 2016. Si va dall’Operazione 6402 che prevede 14 milioni di euro a sostegno dell’agricoltore che diversifica la propria attività con impianti per la produzione di energie da fonti alternative, alla 7201 (budget 4 milioni) diretta agli enti pubblici ovverosia ai comuni che siglano però una convenzione obbligatoria con l’azienda agricola per la fornitura della biomassa. Infine l’Operazione 6403 (6 milioni) rivolta agli agricoltori che realizzano impianti dove si produce energia utilizzando il sottoprodotto o prodotto di scarto. Il ruolo dell’agricoltura è determinate – sottolinea Confagricoltura Piacenza - nel passaggio ad un’economia a basse emissioni di carbonio, che renda più virtuoso l’uso di acqua e energia e favorisca l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, sottoprodotti e materiali di scarto. I 24 milioni di euro stanziati dal nuovo Piano regionale di Sviluppo Rurale per gli imprenditori delle energie rinnovabili sono un segnale positivo, ma ciò che il comparto chiede è anche di dare continuità alla programmazione nel lungo termine perché questo tipo di investimenti spesso necessitano anni di lavoro per essere ripagati. Da sempre Confagricoltura è a fianco dei produttori che intendono investire nelle energie rinnovabili per questo l’associazione è in attesa di riscontro dalla Corte Costituzionale in merito al ricorso presentato insieme ad Assorinnovabili contro la misura contenuta nell'articolo 26 del decreto Competitività, diventato la legge 116 dell'11 agosto scorso ossia lo “spalmaincentivi” che di fatto ha negato gli incentivi già pattuiti per le fonti fotovoltaiche.

Il settore agricolo e forestale è l’unico – rimarca l’Associazione degli imprenditori agricoli - che contribuisce anche all’assorbimento di CO2, sia con le foreste e le coltivazioni, sia con specifiche tecniche di gestione dei suoli e dei pascoli. Le filiere delle biomasse e del biogas, e a breve quella del biometano, che privilegiano l’impiego di biomasse residuali, tra cui gli effluenti zootecnici ed i sottoprodotti in un’ottica di economia circolare e che utilizzano colture non alimentari e colture intercalari sono la sintesi di una visione d'insieme, strategica e tecnologica di un percorso virtuoso in campo energetico ambientale. In Italia potenziale il produttivo del biogas è pari al 10% del consumo attuale di gas naturale. Il biogas di produzione agricola diminuisce la dipendenza energetica ed abbatte le emissioni inquinanti, oltre a re-immettere nel ciclo agronomico il digestato, biofertilizzante naturale che migliora la fertilità del terreno.  Le aziende di Confagricoltura Piacenza hanno complessivamente installato 9 impianti di biogas ed alcune partecipano a realtà consortili, se a queste si aggiungono le 100 che hanno un impianto fotovoltaico, generano complessivamente oltre 30 Mwp: una potenza equivalente ad una centrale idroelettrica in grado di rifornire 7.000 famiglie, circa 20.500 individui! Per assicurare continuità agli importanti risultati già raggiunti occorrono politiche nazionali che siano in grado di fornire un quadro normativo stabile e certo, così come occorrono politiche di sostegno che siano capaci di raggiungere i nuovi obiettivi al 2030 dell’Unione Europea sul Clima e l’Energia. 

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