Confagricoltura Piacenza: semine in bilico tra mercati e greening

Parizzi (Confagricoltura): serve una sospensiva delle sanzioni sul greening

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Una richiesta di sospensiva per il primo anno di applicazione, se non delle norme,  almeno delle sanzioni previste per la mancata corretta applicazione del greening.  La richiesta viene da più parti del mondo agricolo ed è stata espressa chiaramente dalla sezione di prodotto Colture Industriali di Confagricoltura Piacenza che si è riunita il 25 novembre per fare il punto sulle semine e sull’andamento dei mercati. “Serve più tempo per l’applicazione del norme sul greening previste dalla Pac - spiega il presidente della Sezione di Prodotto, Ercole Parizzi – noi produttori siamo preoccupati di non riuscire a concludere le semine, tenendo conto dei diversi impegni di diversificazione colturale e di realizzazione delle aree di interesse ecologico, visto l’allungarsi dei tempi per la definizione compiuta e dettagliata delle regole per realizzare il cosiddetto inverdimento”.  La preoccupazione è condivisa da Agrinsieme (Coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative) che ha formalmente avanzato la richiesta e anche dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che proprio il 25 novembre ha chiesto un differimento degli impegni del greening previsti dalla riforma al 2016. “L’ipotesi proposta da Agrinsieme che noi sottoscriviamo – prosegue Parizzi - è uno stand still di un anno almeno per quanto riguarda le conseguenze sanzionatorie di eventuali inadempienze”. Un rinvio limitato alla sola applicabilità delle sanzioni – rimarca la nota di Confagricoltura - non farebbe venir meno il carattere innovativo in termini di sostenibilità che caratterizza questa riforma, ma che al tempo stesso metterebbe al riparo le imprese agricole da possibili ripercussioni negative. “Vista l’oggettiva impossibilità di posticipare troppo le fasi della programmazione produttiva – spiega Parizzi – sussiste il rischio di contravvenire alle disposizioni regolamentari che vanno ancora disciplinate in molti essenziali dettagli.  Intanto l’andamento dei mercati ha influenzato le semine  – prosegue Parizzi -. Dal punto di vista produttivo, quella 2014 è stata una buona annata, ma non è stato altrettanto per la remuneratività delle produzioni. Forse, a livello mondiale, si è avuto un eccesso di offerta, sta di fatto che, rispetto alle quotazioni 2013,  il grano tenero ha registrato un 15% in meno, la soia il 25% in meno e la forbice ha addirittura  raggiunto il 25-30% per il mais”.  Anche la campagna del mais dolce, che ha dato buoni risultati, è stata poi oscurata da un calo delle quotazioni sull’anno precedente, sebbene più contenuto rispetto alle altre produzioni, attorno al 10%. Unica nota positiva sul fronte prezzo sono le quotazioni del grano duro che nell’ultimo mese sono sensibilmente cresciute (circa del 30%). “Questo dato – commenta Parizzi - ha influenzato le semine per la campagna 2015 che, per quanto riguarda i cereali a paglia nel loro complesso, restano sostanzialmente invariate in fatto di superfici, ma, nel dettaglio, ratificano una contrazione delle superfici a grano tenero a favore di quelle a grano duro.  Una scelta istintiva – prosegue Parizzi – che, in ogni modo, può ben poco sulle prospettive della prossima campagna, considerato che quanto seminato oggi andrà sul mercato a luglio.  Dovendo sempre più fare i conti con la volatilità dei prezzi, l’unico aspetto su cui possiamo agire è il contenimento dei costi. Su questo fronte un aiuto può venire dalla tecnologia – conclude Parizzi – l’impiego della minima lavorazione, delle tecniche d’irrigazione a goccia e di quant’altro l’innovazione tecnologica e la ricerca agronomica ci mettono a disposizione può essere utile non solo in funzione di una maggiore sostenibilità ambientale, ma anche e soprattutto economica”.

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