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Bruno Chiusa

Bruno Chiusa

Confagricoltura saluta Bruno Chiusa in pensione, storico direttore del Consorzio Fitosanitario

Giovanni Marchesi: «Grazie per questi anni di proficua collaborazione, insieme per l’agricoltura piacentina»

Con la fine di novembre l’agricoltura piacentina saluta un suo punto di riferimento: va infatti in pensione dottor Bruno Chiusa, storico e conosciutissimo direttore del Consorzio Fitosanitario Provinciale di Piacenza. Diplomato all’Istituto Tecnico Agrario “Rainieri” e laureato in Agraria all’Università Cattolica di Piacenza, è entrato forza al Consorzio nel 1984 di cui ne è divenuto direttore nel 1997 e lo ha ininterrottamente guidato da allora assumendo, negli ultimi anni, anche la dirigenza del Consorzio fitosanitario di Parma.  Confagricoltura Piacenza lo ringrazia pubblicamente per la lunga e proficua collaborazione svolta senza mai risparmiarsi, fianco a fianco degli agricoltori, forse addirittura più in pieno campo che dietro alla scrivania, unendo, in un raro connubio, la sua grande competenza alla semplicità e alla disponibilità. Difficile riassumere una così lunga carriera. «I ricordi degli inizi, a metà anno ‘80 – ripercorre Chiusa - sono legati all’imprevisto problema della faticosa lotta alle cavallette in collina, a inizio anni 2000 la flavescenza dorata si è abbattuta sui vigneti e come consorzio abbiamo contribuito a controllare il problema supportando gli agricoltori nella la sostituzione di molti vigneti obsoleti, oltre che colpiti dalla malattia. In tutti questi anni, poi – sottolinea – abbiamo garantito un’informazione puntuale con i bollettini per la lotta integrata dando indicazioni delle varie soluzioni ai problemi fitosanitari che via via si sono presentati in campo e in vigneto. Rispetto ad altre zone d’Italia, in cui si sono verificati problemi fitosanitari che sono risultati ingestibili e sono sfuggiti di mano, il nostro territorio è sempre riuscito a intervenire in tempo e a contenere le avversità e le fitopatologie che negli anni hanno minacciato colture e raccolti, pur non essendone indenne, come nel caso della ralstonia del pomodoro.  Su questa coltura, per noi così importante, abbiamo dovuto affrontare il ragnetto rosso, per fortuna non è un organismo da quarantena, ma ci sta dando del filo da torcere». Sotto la guida di Chiusa il Consorzio Fitosanitario è stato un prezioso punto di riferimento super partes per agricoltori e tecnici per avere notizie e indicazioni su strategie e problematiche per ciò che poteva essere utile al sistema. «È stato un lavoro di squadra con i miei colleghi – ci tiene a sottolineare Chiusa - e i risultati ottenuti non sarebbero stati possibili se non avessi avuto la loro salda e competente collaborazione, il nostro è un compito estremamente attivo di costante monitoraggio e intervento. La buona gestione del territorio è stata possibile anche grazie alla collaborazione con le organizzazioni professionali, con le organizzazioni di produttori, con singoli agricoltori e con l’Università». Nel suo futuro ci sarà forse un po’ più di tempo per la famiglia. «Intanto – conclude - uno dei miei prossimi impegni sarà far parte della commissione esaminatrice che dovrà selezionare il mio successore che poi sarà anche il direttore del Consorzio Fitosanitario Provinciale di Parma, un percorso che nei vari passaggi burocratici richiederà qualche mese».

Giovanni Marchesi, responsabile dei servizi tecnici e vicedirettore di Confagricoltura Piacenza, esprime parole di stima e gratitudine: «Bruno ed io siamo coscritti e abbiamo frequentato insieme l’Istituto Tecnico Agrario e l’Università, preparavamo gli esami insieme, anche con Marco Casagrande, l’attuale direttore di Confagricoltura Piacenza. Siamo rimasti professionalmente legati tra noi da un rapporto franco e sincero e insieme abbiamo lavorato in ruoli diversi per l’agricoltura piacentina. Il mio è un grazie di cuore, personale e a nome di tutta l’associazione, per la collaborazione di tutti questi anni e un’attestazione di stima professionale e sotto il profilo umano».

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