Confapindustria compie 10 anni, Camisa: «Abbiamo 150 idee per l’Expo»

Si è tenuta nella cornice di Palazzo Gotico l'assemblea generale di Confapi, l'associazione delle piccole e medie imprese, presieduta da Cristian Camisa e diretta da Andrea Paparo. Camisa: «Vorremmo aprire un asilo a Piacenza dove si parli principalmente l'inglese e anche il cinese»

Cosasco, Camisa e Paparo

Confapi Piacenza, l’associazione delle piccole e medie imprese - guidata dal presidente Cristian Camisa e dal direttore Andrea Paparo - compie i suoi primi dieci anni e li festeggia con un’assemblea generale nella cornice di Palazzo Gotico. Ospiti dell’incontro il presidente nazionale Maurizio Cosasco, il sindaco di Verona Flavio Tosi e l’onorevole Maria Stella Gelmini. «A Piacenza – ha spiegato il presidente di Confapi Cristian Camisa nella sua tradizionale relazione annuale - nel 2013 sono state chiuse 450 aziende: attualmente ne abbiamo 30mila, di cui 27mila attive. Lancio un invito a Giuseppe Parenti e alla Camera di Commercio: facciamo progetti concreti e strategici insieme per creare occupazione, vogliamo essere un volano per tutta l’economia. Siamo una delle realtà industriali di riferimento e vogliamo dare il nostro contributo alla Camera di Commercio». Camisa ha voluto parlare anche di Expo, l’evento che caratterizzerà il 2015 della nostra provincia.  «È un’occasione straordinaria per Piacenza – ha detto ai numerosi presenti a Palazzo Gotico – per portare visitatori in città. Purtroppo non sappiamo ancora su quante risorse possiamo contare: chiedo alle istituzioni che, qualora non fossero più disponibili i 2,5 milioni di euro concordati, si sappia almeno per tempo quale sia la cifra utilizzabile. Dobbiamo sapere quanto possiamo investire nei tanti progetti a disposizione: a noi ci sono arrivate ben 150 idee al riguardo». Camisa – nella sua relazione - ha rivolto lo sguardo anche al passato recente di Confapi. «Siamo riusciti a diventare una casa delle reti di imprese: la prima è partita tre anni fa con il pomodoro e ha avuto un risalto nazionale. In seguito è partita la filiera della meccanica, che per Piacenza rappresenta più del 50% del Pil locale. Dobbiamo continuare». In chiusura il presidente ha voluto lanciare una proposta concreta per la realtà cittadina. «I nostri figli – ha dichiarato - devono fin da piccoli avere le stesse possibilità dei loro coetanei europei. È fondamentale sapere le lingue per non accumulare “gap”: proponiamo di istituire un asilo 0-6 anni in città dove si parli come prima lingua l’inglese e come seconda il cinese per iniziare a diffondere questa cultura».

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Al termine della relazione di Camisa, si è tenuta una tavola rotonda moderata dal giornalista Michele Rancati, a cui hanno partecipato i due esponenti politici nazionali, che hanno discusso di tagli alla spesa pubblica e tassazione. «Il commissario – ha spiegato Maria Stella Gelmini, esponente di Forza Italia - alla spending review Cottarelli aveva presentato diversi piani e interventi sulla spesa pubblica, ma questo lavoro non vede una concretizzazione: tagliare non è mai semplice e indolore. Oltre al pareggio di bilancio però – fa notare l’ex ministro – ci vorrebbe anche una diminuzione della pressione fiscale. Si è archiviato il federalismo fiscale, quando ora occorre applicarlo visto il momento: i servizi vanno pagati per il costo che realmente hanno». «La partita tra il comune di Verona - ha dichiarato l’altro ospite, il sindaco della città scaligera Flavio Tosi - e lo Stato è sempre persa. A noi ogni anno ci vengono tagliati fondi che puntualmente vanno a finire a chi non sa amministrare, e così abbiamo il “SalvaRoma”, il “SalvaVenezia” e quanto altro. Per ripianare i bilanci del comune della capitale, ogni cittadino italiano versa 14 euro di tasca propria. Sarebbe perciò più corretto – illustra Tosi, che ha rinunciato al seggio di Bruxelles conquistato un mese fa – che lo Stato non desse niente ai comuni, e i comuni niente allo Stato. Siamo stufi di questi tagli lineari, cioè uguali per tutti, frutto dei governi di ogni schieramento politico». 

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