Confapi: «Credibilità del Made in Italy a rischio, le istituzioni devono intervenire immediatamente»

Cristian Camisa, vicepresidente nazionale di Confapi, è intervenuto al Senato all’audizione delle categorie economiche del gruppo parlamentare del Pd guidato da Andrea Marcucci

Cristian Camisa

Anche Cristian Camisa, vicepresidente nazionale di Confapi, è intervenuto al Senato all’audizione delle categorie economiche del gruppo parlamentare del Pd guidato da Andrea Marcucci: l’incontro si è incentrato sui futuri provvedimenti anti-Coronavirus in ambito economico. Fra i punti emersi nella discussione ci sono stati la richiesta di concessione di ammortizzatori sociali e il sostegno finanziario (attraverso la sospensione dei mutui, il leasing, l’estensione degli affidamenti) necessario a sostenere la liquidità delle aziende che si trovano a fronteggiare un improvviso calo del fatturato. “Siamo partiti dalle esigenze vere, reali delle imprese – spiega il vicepresidente Camisa – a cominciare dalla sicurezza all’interno delle aziende: la volontà di tenerle aperte e attive c’è, ma occorrono tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e un coordinamento unico a livello nazionale sulle buone prassi da adottare”.

In quest’ottica il discorso ha toccato anche Piacenza, per la quale Camisa ha ribadito “la necessità di estendere i provvedimenti a sostegno della zona rossa”: “Il territorio piacentino sta subendo gli stessi effetti negativi della zona rossa pur non essendo fortunatamente nella stessa condizione di emergenza sanitaria – spiega – per questo è necessario poter garantire anche alla provincia piacentina dei sostegni e degli ammortizzatori adeguati. Piacenza del resto si trova a condividere i problemi degli altri capoluoghi dell’Emilia Romagna e di quelli della Lombardia e del Veneto: queste tre regioni, che sono quelle maggiormente colpite dall’emergenza coronavirus, rappresentano il 50 per cento dell’export verso i Paesi dell’Unione Europea. È quindi indispensabile un’urgente e incisiva azione da parte del governo a tutti i livelli verso le istituzioni europee per un azzeramento delle ingiustificate discriminazioni che stanno subendo le aziende italiane: le merci e il personale italiano possono e devono continuare a circolare liberamente in Europa e l’Europa stessa deve intervenire immediatamente sia verso i Paesi membri sia verso nazioni fuori dall’Unione Europea che adottano o adotteranno politiche discriminatorie. In questo momento chi sta riscontrando maggiori difficoltà è chi esporta direttamente, ma nelle prossime settimane gli effetti si sentiranno anche sui fornitori e sui cosiddetti contoterzisti, che sono la stragrande maggioranza delle aziende che popolano i nostri territori”.

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Tra le altre questioni toccate durante l’audizione c’è stata anche la proposta, avanzata da Camisa, di cancellare o quantomeno rinviare l’applicazione della Plastic tax per le aziende del settore del packaging: “Nel Nord Italia questo settore rappresenta 33 miliardi di fatturato – fa notare il vicepresidente nazionale di Confapi – in un momento così difficile sarebbe un segnale di vicinanza alle aziende una cancellazione o quantomeno un posticipo della Plastic tax a livello nazionale o almeno nelle tre regioni maggiormente colpite”. “Il fattore tempo è determinante – conclude Camisa – è necessario che tutte le azioni e i provvedimenti vengano presi non nelle prossime settimane o giorni ma nelle prossime ore perché la credibilità del sistema economico italiano, del Made in Italy, è messo duramente alla prova da una cattiva informazione e dalla speculazione, i cui effetti possono essere davvero irreparabili”.

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