Confapi: «Il Dpcm colpisce tutta la filiera alimentare»

Il presidente Ponginibbi: «Un provvedimento generalizzato che danneggia anche chi rispetta le regole anticontagio. Rischio grave per la filiera alimentare e l’agroindustria»

Giacomo Ponginibbi

Lo definisce «un provvedimento generalizzato che va a colpire anche chi in questi mesi ha rispettato le regole». Giacomo Ponginibbi, presidente di Confapi Industria Piacenza, non tace le perplessità e i dubbi suscitati dalle misure in vigore con il nuovo Dpcm emanato ieri dal presidente del Consiglio Conte: perplessità e dubbi che sono stati sollevati in primis anche dal sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri. «Premettendo che di fronte alla complessità della situazione dei contagi non esistono scelte semplici e tantomeno tutte giuste o sbagliate, riteniamo però di condividere le perplessità sul nuovo Dpcm che sono state espresse anche dal sindaco Patrizia Barbieri – spiega Ponginibbi – per settimane si è parlato di interventi quasi “chirurgici” di contenimento della crescita dei contagi, limitando nello spazio e nel tempo i provvedimenti restrittivi di chiusura o limitazione. Ora ci troviamo nuovamente davanti a un provvedimento generalizzato che colpisce alcune categorie indipendentemente dal comportamento, dagli investimenti e dalle procedure che ogni singola impresa ha tenuto in questi mesi: ma queste misure vanno a colpire nel mucchio e non chi non rispetta le regole stabilite per evitare il contagio».

In particolare il presidente di Confapi Industria Piacenza interviene sulle chiusure alle 18 di bar e ristoranti: «Chiudere la ristorazione nella fascia di maggior lavoro significa di fatto colpire duramente tutta la filiera alimentare, tra cui l’agroindustria che fornisce parte dei prodotti – fa notare – l’economia per definizione si basa su un sistema di interconnessioni fra i vari comparti: fermarne uno, oltre ad avere delle ricadute su occupazione e imprese dello stesso, incide negativamente anche sulla produzione, sui trasporti, sui servizi connessi di tutti. Per questo sarebbe opportuno agire con maggiori controlli dove si ritiene ci sia più rischio e un mancato rispetto delle regole, senza inutili e dannose generalizzazioni».

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