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Confapi Industria Piacenza: i giovani industriali accolgono i ragazzi della "matita parlante"

Avviata la collaborazione fra il gruppo presieduto da Ponginibbi e l’associazione di giovani autistici, che saranno accolti nelle aziende

È un progetto nuovo quello che vede collaborare il Gruppo Giovani Industriali di Confapi Industria Piacenza e l’Associazione La Matita Parlante. Un progetto a cui il presidente Giacomo Ponginibbi tiene molto e che prevede l’inserimento lavorativo in azienda o l’organizzazione di visite aziendali destinate ai ragazzi affetti da autismo: per questo motivo nelle scorse settimane è stata avviata un’ampia attività di sensibilizzazione e di informazione fra gli imprenditori del gruppo, che si sono detti disponibili a collaborare con i ragazzi della Matita Parlante.

«Questo nuovo progetto del Gruppo Giovani Industriali di Confapindustria Piacenza dimostra una volta in più la nostra vicinanza ai temi sociali e al territorio – spiega – abbiamo lanciato una sorta di appello per potere dare un’opportunità a queste persone “speciali”, anche organizzando una semplice visita guidata nelle nostre aziende e magari trovare una risorsa con caratteristiche importanti da potere inserire nel nostro organico».

Da parte sua invece l’associazione, tramite la referente Paola Rossi, ha ricordato i progetti che hanno visto impegnati i ragazzi in questi anni: il Book Box per portare una serie di volumi in contesti pubblici come sale d’attesa, biblioteche e uffici e gli In Book, libri “speciali” per una lettura facilitata che la “Matita Parlante” ha realizzato grazie all’esperienza di collaborazione con il Papero Editore nella libreria “Caratteri Mobili”.

«Valorizziamo il talento dei ragazzi autistici nell’ambito della scrittura, del disegno, dell’arte teatrale e cinematografica – spiega la dottoressa Rossi – è questa la mission della Matita Parlante, un impegno costante e quotidiano che ha come finalità quella di aiutare i ragazzi affetti da autismo che rientrano nel “Programma autismo 0-30” dell’Ausl di Piacenza a crescere e avere occasioni di inclusione sociale e lavorativa attraverso la cultura».

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