Confapindustria, protocollo per prevenire l'infiltrazione della criminalità organizzata

Firmato a Bologna un accordo per la legalità tra i prefetti delle province emiliano romagnole e il presidente regionale di Confapi. Obiettivo aumentare la collaborazione tra pubblico e privato per contrastare i tentativi di infiltrazione criminale nel mondo dell'impresa e del lavoro

Matteo Piantedosi e Cristian Camisa

Prevenire e reprimere i tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel mondo dell’impresa e del lavoro. A questo mira il protocollo d’intesa firmato nella giornata del 4 aprile a Palazzo Caprara   Montpensier di Bologna tra i prefetti delle province emiliano romagnole, coordinate dal prefetto di  Bologna, Matteo Piantedosi, e dal presidente regionale di Confapindustria Emilia Romagna, Cristian Camisa.

«Obiettivo dell’accordo - commenta il presidente regionale di Confapi - è quello di potenziare, con l’attivazione di nuove misure di legalità e trasparenza, la partnership pubblico/privato per contrastare la penetrazione criminale nel settore degli appalti  per lavori, servizi e forniture, che impedisce anche il rilancio delle attività produttive di piccole, medie e grandi dimensioni».

«In particolare - continua il presidente Camisa - l'accordo prevede che Confapindustria Emilia Romagna si impegni a promuovere, presso le aziende associate, l'adozione di regole mirate a disciplinare la scelta responsabile dei propri partner, subappaltatori e fornitori, a promuovere specifici corsi di formazione per diffondere la cultura della legalità, a informare le proprie associate che l'adesione al presente protocollo comporta l'assunzione di specifici impegni e, in particolare, la sottoposizione all'accertamento   antimafia volto ad escludere la sussistenza di motivi automaticamente ostativi e di tentativi di infiltrazione mafiosa».

Le prefetture della regione Emilia Romagna eseguiranno le verifiche antimafia, propedeutiche al rilascio della comunicazione o informazione antimafia, mediante consultazione della banca dati nazionale unica della documentazione antimafia, riferendone l'esito all'associazione provinciale di competenza per i successivi adempimenti; inoltre, svolgeranno a campione degli accertamenti attraverso la consultazione della predetta banca dati sulle autocertificazioni rilasciate ai fini del rinnovo dell'iscrizione nell'elenco   dei fornitori, dandone comunicazione degli esiti all'associazione provinciale preposta. «Un ringraziamento a tutti i prefetti dell’Emilia Romagna - conclude Camisa – per la disponibilità dimostrata e la celerità nell’arrivare ad una firma congiunta che siamo certi darà nuovi strumenti alle piccole e medie industrie del territorio da noi rappresentate».

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