Confcooperative e Legacoop: «I nostri protocolli di sicurezza sono rigidi»

Le due associazioni di rappresentanza del mondo cooperativo piacentino rispondono a Cgil e Cisl

Confcooperative Piacenza e Legacoop Emilia Ovest, associazioni di rappresentanze delle cooperative sociali piacentine, impegnate nei servizi di igiene urbana intendono rispondere con queste dichiarazioni ad alcuni osservazioni di Fp Cgil Piacenza e Fp Cisl Parma e Piacenza apparse sugli organi stampa. «Riteniamo sia doveroso far presente che dal 22 febbraio tutte le cooperative del comparto sono impegnate a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori avendo adottato severi Protocolli Aziendali di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro e avendo applicato procedure interne anche prima che fossero emanate ordinanze, circolari, direttive ufficiali. Le cooperative sociali hanno distribuito guanti, mascherine e soluzioni disinfettanti sin dai primi giorni dell’emergenza. Nei momenti di massima crisi di approvvigionamento delle mascherine hanno addirittura avviato una linea di produzione interna. Il sistema cooperativo interregionale si è attivato prontamente per fornire i D.P.I. per far fronte all’emergenza. I protocolli Anticovid interni sono stati validati dai medici competenti e dai responsabili Covid delle cooperative garantendo ai soci e ai lavoratori la massima serietà e coerenza».

«La prova di quanto è stato fatto con il massimo rigore e tempestività sta nel fatto che i servizi per la cittadinanza non si sono mai interrotti e mai è risultato che ci fosse un focolaio o anche solo un avvenuto contagio all’interno delle cooperative nonostante l’elevato numero dei lavoratori presenti e il rischio a cui i soci e lavoratori sono effettivamente stati esposti nei primi giorni del contagio. Oggi, con mesi di esperienza alle spalle sappiamo, anche grazie al documento tecnico dell’Inail sulla rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-COV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione, che il rischio a cui le nostre cooperative e i nostri cooperatori sono stati esposti è qualificato come medio-basso. Al momento della massima emergenza questa indicazione non era esplicita ed è sulla base di un rischio maggiore che ogni cooperativa ha redatto i propri protocolli. Gli stessi protocolli che rimangono tutt’ora in vigore e che supportano l’attività dei nostri soci e dipendenti».

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