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Confedlizia impugna il piano di classifica del Consorzio di Bonifica

La Confedilizia-Associazione proprietari di casa (con sede, da qualche giorno, nella piazzetta della Prefettura) ha impugnato avanti il Tar Emilia-Romagna il Piano di classifica approvato all’unanimità dal Consiglio del Consorzio bonifica

La Confedilizia-Associazione proprietari di casa (con sede, da qualche giorno, nella piazzetta della Prefettura) ha impugnato avanti il Tar Emilia-Romagna il Piano di classifica approvato all’unanimità dal Consiglio del Consorzio bonifica. L’annuncio (da parte dell’organizzazione ma anche di un privato contribuente) è stato dato da una nota della stessa organizzazione, che in essa chiarisce: L’Associazione che tutela (coi fatti) la proprietà edilizia si è indotta ad intraprendere la via giudiziaria dopo aver constatato anche in questa occasione la supina inconcludenza della politica piacentina – Comuni compresi, che dovrebbero invece per primi tutelare i propri cittadini – nonché delle associazioni di categoria che, in cambio (come i politici, con solo qualche eccezione) del fatto di essere benvisi all’ente nella speranza di averne qualche giovamento, avallano addirittura la gestione consortile ed hanno addirittura approvato il nuovo Piano di classifica che introduce principii che potranno fortemente, in futuro, incrementare la contribuenza ed allarga notevolmente il territorio, sia in immobili urbani che in immobili rustici, assoggettati a contribuzione coatta, naturalmente all’inizio – tanto per affermare il diritto, in atto inesistente, di tassare – con contributi di forma in cambio di quanto detto e con riserva di atteggiarsi diversamente in futuro”. Si apprende dallo stesso comunicato della Confedilizia che il ricorso (per il quale sono già stati presentati anche “motivi aggiunti”) contro il Piano di classifica – già riscontrato favorevolmente, come ogni altra volta, dalla Regione – sostituisce fra l’altro all’ “incremento” del valore degli immobili urbani e rustici per effetto di opere di bonifica previsto dalla giurisprudenza della Cassazione a sezioni unite, il semplice “mantenimento” – cioè è sufficiente che il Consorzio non faccia danni – del valore in questione (che, comunque, neanche esso sussiste) così come aggiunge all’ “incremento diretto e specifico” come previsto dalla giurisprudenza della Cassazione anche il “beneficio potenziale”, cioè a venire. Ancora, sempre fra i vari motivi di ricorso, la Confedilizia sottolinea che il Consorzio pretende di applicare i contributi consortili sulla base della superficie catastale degli immobili, e cioè sulla base di un indice “del tutto sganciato dall’effettivo conseguimento di un beneficio diretto e specifico” nonché dalla correlazione con il richiesto incremento di valore di case e terreni imposti. La Confedilizia evidenzia altresì (nel richiamare la necessità che i contribuenti svolgano un’azione personale di pressione nei confronti dei loro rappresentanti di categoria oltre che dei politici) che il criterio che il Consorzio intende seguire e che con l’avallo delle categorie che lo guidano ha incluso nel nuovo Piano finisce di fatto per assoggettare illegittimamente ai contributi coatti consortili (con cui si finanziano “spese di comunicazione” – cioè di pubblicità del Consorzio – per quasi 100mila euro) anche gli immobili serviti dalla pubblica fognatura, e per il cui sevizio i contribuenti già corrispondono la relativa tassa comunale.  

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