Confindustria, crollo dei fatturati ma si spera nella ripresa grazie ai fondi europei

Confindustria presenta i dati dell’indagine congiunturale relativi al primo semestre 2020 caratterizzato dal consistente calo del fatturato che è diminuito, causa l’emergenza Covid, del 13,87%

Da sinistra: Silva, Rolleri, Groppi

Consueto appuntamento a Confindustria con i dati dell’indagine congiunturale relativi al primo semestre 2020 caratterizzato dal consistente calo del fatturato che è diminuito, causa l’emergenza Covid, del 13,87 %, rispetto al medesimo periodo del 2019, l calo più significativo si registra in riferimento al mercato interno (-16,06%), mentre il fatturato estero delle imprese manifatturiere è diminuito del 9,98%. Praticamente in nessun  settore si sono registrate variazioni positive, una situazione che si era verificata solo nella crisi del 2008/09. A commentare gli indicatori economici desunti da un campione di imprese (8000 dipendenti per due miliardi di fatturato), erano presenti il presidente Francesco Rolleri con il direttore Luca Groppi (coadiuvato da Giulia Silva dell’Ufficio Studi). «Già nel secondo quadrimestre 2019, dopo un periodo positivo, si erano evidenziati - ha ricordato Groppi - elementi di difficoltà nel quadro economico, ma non era possibile ipotizzare quello che sarebbe accaduto».

Dopo una prima difficoltà, in febbraio, a gestore l’export verso la Cina, causa il successivo blocco delle attività per oltre un mese, è di fatto crollato il fatturato interno, sia quello esterno (-16,06% e -9,98%), particolarmente greve quello relativo al settore della meccanica con un calo del 24,54%; meno 22% per l’edilizia, ma questo settore è in pesante calo già da anni. Il settore che ha “tenuto” meglio è stato l’agroalimentare che però ha pagato la chiusura di bar, ristoranti e del canale Horeca. Stabile invece l’occupazione grazie al blocco dei licenziamenti previsto dal decreto governativo. «Usciamo - ha detto Rolleri - da una situazione pesante, non c’è ottimismo tra gli imprenditori, anche se una parte di loro è più “possibilista",  alcuni segnali ci fanno sperare nella ripresa perché dopo il fatturato vicino allo zero di aprile, si registra una crescita. Le indicazioni, raccolte tra gli imprenditori stessi, sembrano lasciare aperto uno spiraglio per la ripresa: il 22% degli intervistati teme di veder diminuire il fatturato, il 37% prevede un aumento e il 41% lo considera invariato».

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«Ora - ha chiesto Rolleri - vorremmo compattezza, staremo attenti alla progettualità che sarà garantita dai fondi europei, sia a fondo perduto, che con interessi a lungo termine. Dobbiamo essere bravi a predisporre già da settembre progetti per creare nuovi mercati di lavoro, tutti “cantierabili” da subito, inerenti digitalizzazione, economia circolare, cantieri di manutenzione scolastica e stradale. Dobbiamo farci trovare pronti con progetti concreti che possano dare immediato sollievo alla nostra economia, senza però tralasciare quelli più innovativi e per lo sviluppo futuro del nostro territorio per il 2021. E’ nell’innovazione e nello sviluppo che possiamo fare la differenza». Per contrastare le eventuali penalizzazioni burocratiche Rolleri ha detto che «sta alle associazioni verificare che ci siano subito i relativi decreti attuativi, dobbiamo guardare con fiducia al futuro, uno sforzo comune che chiediamo a tutti». Rolleri ha infine ricordato la situazione delle autostrade in Liguria «che sta mettendo in difficoltà una delle nostre associate più importanti, come la Absolute Yachts». Anche quello di infrastrutture efficienti è un obiettivo indispensabile per garantire la ripresa economica.

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