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Da sinistra: Betti, Rota, Groppi

Da sinistra: Betti, Rota, Groppi

Confindustria Piacenza: bene il 2018, ma per il 2019 c’è scarsa fiducia

Presentata l'indagine congiunturale piacentina. Rota :«Risultato positivo in controtendenza rispetto a quelli della produzione industriale nazionale ed il migliore della Regione, ma quello che preoccupa è sia la situazione nazionale che internazionale»

Il secondo semestre 2018 per l’industria piacentina si è chiuso in positivo, anche se meno del precedente. Il fatturato è aumentato del 6,70%e l’occupazione dello 0,69%. Tutti i settori presentano dati positivi, la meccanica cresce del 10.90%, l’alimentare del 4,95%. Il fatturato estero aumenta dell’8,67% (per l’alimentare +16,86%, meccanico +12,61%). Gli investimenti effettuati nel 2018 sono stati il 12% in più rispetto al 2017 ma è triplicata la percentuale degli imprenditori che ha dichiarato di non aver fatto investimenti. Ci sono però anche molte incognite sul futuro, con il 16% degli imprenditori che teme un calo del fatturato e il 18% una contrazione degli ordini. 

Questi alcuni dei dati emersi nel tradizionale incontro con la stampa presso la sede di Confindustria Piacenza dove è stata presentata l’indagine congiunturale da parte del presidente Alberto Rota, dal direttore Cesare Betti e da Luca Groppi, referente ufficio studi.

L’incontro è stato naturalmente anche un’occasione di commento su questi dati «dove si evidenzia - ha detto Rota - anzitutto un risultato positivo in controtendenza rispetto a quelli della produzione industriale nazionale ed il migliore della Regione, ma quello che preoccupa è sia la situazione nazionale ed internazionale di difficile lettura. Anche se c’è una prospettiva di ordini del 40%, siamo comunque preoccupati perché la percentuale di chi stima un rallentamento del proprio fatturato è aumentata dal 5 al 15%».

Un’altra criticità sottolineata da Rota (nonostante la intensa collaborazione con la scuola, azione e collaborazione ribadita sia dal direttore Betti che dalla dottoressa Jesini) è la mancanza di figure professionali. «Non vogliamo dare priorità nella scelta ai tecnici (che sono in leggera crescita nelle iscrizioni) ma con questa scuola, soprattutto l’Isii Marconi e senza voler precludere altri percorsi formativi, aumentano le possibilità di trovare lavoro nel territorio piacentino. La richiesta delle aziende è pressante. Sul fronte occupazionale, da sette semestri si osservano - ha ribadito il presidente Rota - dati positivi; quindi si è invertita la tendenza: ora si cercano lavoratori con profili professionali adatti».

Si è affrontata anche la questione della Tav: «Questa incertezza non ha senso. Se si fosse effettuata anni fa la medesima valutazione costi-benefici, una serie di importanti opere infrastrutturali come l’Autostrada del Sole o l’Alta velocità, probabilmente non ci sarebbero valutando unicamente l’impatto sullo sviluppo. Non è questa la strada e la visione giusta; il ragionamento da fare è se vogliamo essere protagonisti dentro l’Europa, oppure no».

I singoli dati sono stati illustrati anche da Luca Groppi. L’indagine si basa su 100 aziende manifatturiere con un fatturato di tre miliardi di euro e novemila dipendenti. Nell’analisi non è incluso il settore edile che in 10 anni ha dimezzato il fatturato e che tuttora è in crisi, ma inizia a registrare un’inversione di tendenza. 

Il settore manifatturiero nel suo complesso ha fatto registrare i seguenti risultati: - fatturato complessivo +6,70% (+9,20% nel semestre precedente); - fatturato interno +6,09% (+6,81% nel semestre precedente); - fatturato estero +8,67% (+11,94% nel semestre precedente); - occupazione +0,69%  (+0,90% nel semestre precedente).  

Il fatturato estero, anche se in misura minore rispetto al passato, si conferma elemento indispensabile al sostentamento delle vendite (+8,67); il fatturato interno conferma i dati positivi già rilevati nelle precedenti due indagini (+6,09% con una punta del 10,09% riferito al settore meccanico), anche grazie alle diverse politiche di incentivazione degli investimenti messe in campo negli ultimi anni (Nuova Sabatini, Iperammortamento, Superammortamento, Credito di imposta per ricerca e sviluppo).  

Anche i dati dell’occupazione e degli investimenti rispecchiano sostanzialmente i dati positivi rilevati nella precedente indagine. L’occupazione cresce nel secondo semestre 2018 dello 0,69% e per quanto riguarda gli investimenti effettuati nel 2018 rispetto al 2017 si è registrato un incremento del 12,10%. È però proprio dagli investimenti che esce un dato negativo, che unito alle previsioni, presenta potenziali ombre sui prossimi mesi; triplica infatti la percentuale degli imprenditori che dichiara di non avere fatto investimenti nell’anno (era il 5% nel 2017 diventa il 15% per il 2018). 

Ancora più negative sono le previsioni: passano, infatti, dal 2% al 16% gli imprenditori che temono cali del proprio fatturato e dall’8% al 18% coloro che lo prevedono per gli ordini totali. 

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