Economia

Consorzio agrario di Piacenza: «Le aggregazioni sono indispensabili per restare competitivi»

Il Presidente Marco Crotti commenta il recente acquisto del Consorzio agrario di Milano

“L’acquisto del ramo di azienda commerciale, il mercato delle licenze e l’assunzione di 40 dipendenti  (costo dell’operazione 2.800.000 Euro) del Cap di Milano e Lodi,  significa una diversificazione davvero significativa verso tutta la vasta zona agricola che vi gravita, soprattutto per il settore lattiero- caseario, come per la coltura del riso, oltre 15.000 ettari. Il Cap di Milano, è bene chiarirlo, ha avviato un concordato liquidatorio con le banche che non ci riguarda assolutamente. La nostra scelta di crescere, in un momento di pesante e vincolante “stretta finanziaria”, ci consentirà di rimanere efficienti; rimanere vincolati solo al pomodoro sarebbe stato penalizzante, anche se questo comparto rimane il principale per quanto riguarda Piacenza”.

Commenta così il presidente Marco Crotti la firma che ha stipulato, nei giorni scorsi, il contratto ufficiale di acquisto di una operazione di aggregazione iniziata quasi un anno fa a seguito della crisi del Consorzio agrario di Milano e Lodi, che aveva obbligato i vertici di via Ripamonti a presentare domanda di concordato.

Con l’intervento piacentino è stato attuato un piano di riorganizzazione con l’assunzione di 40 dipendenti, della rete degli agenti e il mantenimento di 5 agenzie presenti sul territorio lombardo. Così il Cap di Piacenza ha ampliato il proprio territorio di riferimento, spaziando nelle province di Milano, Lodi, Monza e in Brianza, triplicando il proprio mercato di riferimento in termini di superficie agricola e quasi quadruplicato in termini di zootecnia collegandolo all’attività mangimistica in decisa espansione in questi anni.

“Stiamo andando verso l’assemblea di bilancio di maggio- ricorda Crotti- con la consapevolezza che stiamo operando molto bene a favore di tutti i soci. Abbiamo realizzato un incremento del 50 % del fatturato, con un ricavo superiore, per il 2013, a 150 milioni di euro. Un bilancio che chiude in attivo grazie ad alcuni settori trainanti come la mangimistica appunto ed i cereali; avere quadruplicato la mandria da servire grazie all’acquisizione sul territorio milanese, è foriera di ottimi sviluppi.

Ma bene pure il settore dei carbolubrificanti, della fertirrigazione, non solo per il pomodoro ma pure per il mais, espandendo il nostro servizio tecnico verso gli agricoltori di Milano e Cremona.

Bene anche il settore dei ricambi, compreso quelli di precisione: il nostro Farmstore (dopo l’acquisizione di Agristore) è specializzato nelle tecnologie di precisione, quella satellitare, il futuro dell’agricoltura, perché consente di ridurre i costi e tutelare l’ambiente, ovvero ciò che la nuova Pac richiede, nella consapevolezza dunque che dobbiamo essere in grado di erogare servizi d’eccellenza al mondo agricolo, rispondendo e anticipando le esigenze dell’agricoltura moderna.

E’, sia chiaro- conclude Crotti- un servizio per tutti i soci, ma anche per tutti gli imprenditori agricoli del territorio, perché un conto è la “governance politica” (ovvero la gestione del Consorzio solo da parte di Coldiretti ndr), e un conto il mercato rivolto a tutti. E non a caso molti nostri clienti fanno parte di tutte le associazioni agricole, perché la nostra tecnologia, le specifiche forme di finanziamento che siamo in grado di assicurare, servono a tutti indistintamente e questo il mondo agricolo piacentino l’ha compreso. Anche le regole precise che siamo dati per il recupero dei crediti fa parte di questa nostra “filosofia” di totale trasparenza verso i nostri soci”.

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