Consorzio Grana Padano: «Il prezzo medio rimane a livelli accettabili»

L'intervento di Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano

Il Consorzio del Grana Padano interviene dopo la presa di posizione di Confagricoltura. «Ancora una volta spiega il dottor Stefano Berni, direttore generale del Consorzio - volentieri intervengo a favore della massima valorizzazione possibile del latte italiano. È un mio must storico che deriva ormai da oltre 35 anni, quando mi laureai con una tesi sull’impatto economico del latte nell’agricoltura italiana. Per valorizzare il latte italiano occorre in primis valorizzare i prodotti lattiero-caseari di maggior pregio tra cui ci sono sicuramente i formaggi DOP anche se in buona compagnia di altri latticini di alta gamma. Questo negli anni è sempre avvenuto e anche nel 2017. Lo testimoniano i dividendi delle cooperative che trasformano il loro latte in Grana Padano (aprile è mese di bilanci) e che si stanno pressoché tutti attestando attorno ai 45 cent litro/latte più IVA, con non poche punte che superano anche i 47-48 centesimi litro/latte più IVA. Questi valori sono possibili grazie al prezzo medio del Grana Padano che, con fisiologiche e storiche oscillazioni, nel medio periodo è il prodotto che valorizza di più il latte omogeneo, quello cioè che prevede il silomais, nell’alimentazione delle bovine.

Il prezzo medio del Grana Padano rimane a livelli accettabili perché vige il Piano Produttivo che sta consentendo crescite di produzione e favorendo crescite di consumi secondo un trend vicino al 2% all’anno, ininterrottamente dal 2006, da quando cioè è in vigore il Piano Produttivo. Si tenga presente che il 2% all’anno del Grana Padano, il più grosso player di latte italiano, corrisponde a 50.000 tons di latte/anno, cioè numeri rilevantissimi. Negli ultimissimi anni il Grana Padano è insidiato nei consumi e quindi nel valore dal prodotto similare fatto con latte 100% italiano. Tale similare italiano ha più appeal sul consumatore italiano di quello  straniero, ma essendo Made in Italy ha più appeal anche oltre confine. Questo formaggio nasce per confondersi e sostituirsi al Grana Padano, soprattutto perché 100% italiano.

Eccedere in queste produzioni concorrenziali è un grave errore di vision strategica perché danneggia il Grana Padano e di conseguenza il valore del latte italiano per il quale il Grana Padano è da sempre traino. Ecco perché il CdA del Consorzio intende limitare ai consiglieri, e solo ai consiglieri, la commercializzazione del prodotto più concorrenziale e dannoso per il Grana Padano. Si ribadisce, non vietarne la commercializzazione, ma limitarla e solamente ai consiglieri.

L’esuberanza produttiva di latte italiano non deve essere orientata in modo massiccio a concorrenziare e danneggiare il valore dei prodotti italiani di pregio, bensì a sostituire parte del latte e dei prodotti stranieri, visto che siamo un paese deficitario. Molto meglio per il consumatore italiano una mozzarella o una scatola di UHT prodotti solo con latte italiano. Questa è la destinazione più opportuna e utile all’intero sistema. Non certo prodotti che nascono per confondersi e danneggiare quelli di pregio. Nel CdA del Consorzio Grana Padano, dove siedono tra i più importanti industriali e le più grandi cooperative italiani, questo è il ragionamento che ha guidato la proposta che verrà presentata alla prossima assemblea, finalizzata a valorizzare il latte delle stalle associate alle cooperative e quelle conferenti ai privati, pari ad altre il 50% del latte di zona e al 30% del latte italiano. Proposta perciò finalizzata a valorizzare l’intero comparto lattiero caseario italiano ed elaborata quindi da chi di latte italiano se ne intende come appunto i 26 consiglieri del Consorzio Grana Padano».

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