Consorzio Grana Padano: «Più peso decisionale ai produttori»

Consorzio del Grana padano Dop: assemblea dei soci piacentini in preparazione di quella generale del 14 dicembre a Desenzano. Nuovo piano produttivo: proposte innovative per favorire una struttura in crescita, in un mercato che cambia

Da sinistra, Cesare Baldrighi e Stefano Berni

In vista dell’assemblea generale dei soci del Consorzio del Grana padano Dop che si svolgerà venerdì 14 dicembre a Desenzano, proseguono le assemblee di zona; venerdì 30 novembre, presso la sala Bertonazzi, al Palazzo dell’Agricoltura, è stata la volta di quella riservata a Piacenza, Lodi, Milano e Piemonte, (Piacenza resta l’unica, tra quelle della nostra regione, che fa parte del Consorzio, con una produzione che la colloca al quarto posto del vasto comprensorio). Per l’occasione è intervenuto il presidente Cesare Baldrighi, unitamente al direttore generale Stefano Berni: si trattava infatti di raccogliere, unitamente alle proposte già pervenute dai soci di altre province, eventuali suggerimenti per il nuovo Piano produttivo che, dopo l’approvazione dell’assemblea generale, avrà valore triennale.

«Siamo qui per uno scambio di opinioni e per valutare gli aspetti postivi e negativi di quello precedente- ha precisato Baldrighi- evidenziando subito che nel nuovo, di fatto, non muterà lo schema per la retribuzione differenziata, mentre i produttori assumeranno maggior peso decisionale. Ma si tratta- ha ribadito- di un piano che si propone di dare maggiore impulso al comparto, per affrontare, in modo sempre più duttile e mirato, i differenti mercati”. Il direttore Berni ha analizzato le caratteristiche del piano attualmente in vigore, evidenziando il punto di equilibrio (quello che concorre a determinare la compensazione) che per il 2012 è stato fissato in 4.330.000 forme; ha pure prospettato diverse ipotesi produttive entro la fine dell’anno, ribadendo che, quella più probabile, a suo avviso, dovrebbe comportare una riduzione, tra novembre e dicembre, del 4 per cento, con una variazione percentuale rispetto al 2011 dell’1,64 per cento. Berni ha poi ricordato la diversa contribuzione per fasce, i criteri legati al premio qualità e le regole per affitti e cessioni di rami d’azienda». 

«Differenti, ha proseguito Berni- le proposte pervenute dai soci nelle singole assemblee di zona: sono state sintetizzate in otto punti; tra quelli ritenuti maggiormente “praticabili” per dare maggiore elasticità al sistema ed ai singoli caseifici nella produzione, ne emergono quattro. Il primo è quello di innalzare le forme, come punto di equilibrio complessivo, a 4.500.000; si punta inoltre ad una liberalizzzazione della gestione dei punti di riferimento e ad un annullamento della “rendite di posizione”, con una conseguente rimodulazione delle rassegnazioni di fine anno in base al mercato. Infine una rimodulazione della differenziata in fasce per agevolare i piccoli e medi produttori. Diversi gli interventi che si sono succeduti».

Marco Lucchini, presidente di Agri Piacenza latte, che ha chiesto maggior attenzione alle dinamiche di sviluppo, indispensabili per diminuire i costi di produzione, incentivando, con opportune metodologie e tempi adeguati, la crescita complessiva del sistema-latte italiano. Secondo il direttore Roberto Arata “alcune proposte sono efficacemente dirette al mercato per creare un sistema che eviti gli ostacoli allo sviluppo; nel piano produttivo collegato alla produzione di latte - ha ribadito Arata- è opportuno puntare decisamente sul territorio e gestire in maniera equilibrata eventuali trasferimenti di latte; il ruolo e la partecipazione dei produttori è accresciuto notevolmente”.

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Secondo Giancarlo Pedretti “la mission del nostro Consorzio è quella di far apprezzare sempre di più il nostro Dop per cui occorre liberalizzare, ma con criterio”. Per Giacomo Fugazza “bene gli incentivi alle aziende, ma occorre verificare sempre attentamente la liberalizzazione dei punti di riferimento”. Per tutti, i chiarimenti di Berni e del presidente Baldrighi; le proposte saranno esaminate nel prossimo Consiglio del 6 dicembre, quindi votate nell’assemblea del 14 dicembre.

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