Consorzio vini, il nuovo presidente è Marco Profumo

Il viticoltore di Albareto di Ziano è il nuovo presidente del Consorzio vini Doc piacentini. Fanno parte del consiglio la vicepresidente Elena Bonelli e Giovanni Paolo Tavazzi, Gianmaria Sforza Fogliani, Chiara Azzali, Stefano Michelotti, Enrico Sgorbati, Gianfranco Rossi, Stefano Perini, Giuseppe Gaddilastri e Patrizio Campana in rappresentanza di 110 soci diretti e 175 viticultori conferitori della Cantina di Vicobarone

I partecipanti

Marco Profumo, viticoltore di Albareto di Ziano e figlio del noto banchiere Alessandro, è il nuovo presidente del Consorzio vini Doc piacentini. Fanno parte del consiglio la vicepresidente Elena Bonelli e Giovanni Paolo Tavazzi, Gianmaria Sforza Fogliani, Chiara Azzali, Stefano Michelotti, Enrico Sgorbati, Gianfranco Rossi, Stefano Perini, Giuseppe Gaddilastri e Patrizio Campana in rappresentanza di 110 soci diretti e 175 viticultori conferitori della Cantina di Vicobarone.

Succede a Giuseppe Sidoli che il neo presidente ha ringraziatoo per la creazione di ottimi rapporti con la Regione, il Ministero, le associazioni di categoria e Valoritalia, «costruendo le basi su cui continueremo a lavorare. Inoltre, altrettanto significativo, è stato l’ottenimento per tutti i produttori piacentini (soci e non soci) di una riduzione del 5% del costo per la certificazione di Valoritalia di uva, sfuso e bottiglie a Denominazione di Origine Controllata».

«Ho accettato di assumermi questa responsabilità - ha sottolineato Profumo -  in un momento non facile, perché credo fermamente nella necessità di avere un Ente rappresentativo e presente sul territorio che gestisca e tuteli i disciplinari dei nostri vini. Già dall’atto costitutivo del ‘86, gli scopi del Consorzio sono il controllo, la vigilanza, la protezione, la diffusione, la valorizzazione e la commercializzazione delle Doc, anche attraverso la consulenza tecnico scientifica al fine di perfezionare il livello qualitativo e di marketing delle stesse. Il Consorzio esiste per le aziende vitivinicole e grazie alle stesse; ringrazio per tanto sia le aziende di primaria importanza che hanno recentemente deciso di supportare il Consorzio con il loro ingresso, che tutti i soci che hanno confermato il loro supporto».

«Come è noto a tutti, il nostro Consorzio sta attraversando un periodo non semplice per cui si rende necessario un ripensamento della sua struttura e dei suoi compiti, con la convinzione condivisa da tutto il Consiglio che tale ente è imprescindibile soprattutto per la tutela e l’eventuale aggiornamento tecnico dei disciplinari di cui non possiamo permetterci di lasciare la gestione alla Regione Emilia Romagna, cosa che accadrebbe in sua assenza. È anche un periodo pieno di opportunità in cui il mercato vitivinicolo sta guardando con interesse anche a produzioni di qualità da uve autoctone coltivate in zone meno blasonate. Il territorio piacentino ha già dimostrato di avere la qualità e le caratteristiche necessarie per sfruttare queste opportunità, dimostrate anche attraverso i riconoscimenti ottenuti da Fiere, Guide e Concorsi nazionali ed internazionali. Per poter rispondere alle richieste di questo mercato riteniamo sia ora più che mai fondamentale un aggiornamento tecnico ed una semplificazione dei nostri disciplinari».

«Fin da ora - ha sottolineato Profumo - ci impegniamo a trasmettere con trasparenza e costanza l’attività svolta e gli obiettivi da perseguire, organizzando incontri diretti con tutti gli attori del settore, anche attraverso il supporto delle associazioni di categoria e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Approfitteremo di questi incontri e di altre occasioni di confronto anche per aprire un dialogo diretto con gli associati».

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«Come tutti sapete - ha concluso - mi sono trasferito in Val Tidone con la mia famiglia ormai 5 anni fa e in questi anni ci siamo innamorati sia del nostro lavoro che anche di questo bellissimo territorio. Delle persone che abbiamo conosciuto e che lavorano qui, spesso da una vita, non solo in ambito vitivinicolo, ci ha particolarmente colpito il cuore e la passione che li lega a questa terra. Un’altra caratteristica che mi ha molto colpito sono le grandi eccellenze che questo territorio nasconde: per fare alcuni esempi, prima di venire qui non sapevo che Piacenza fosse il più grande produttore di pomodori del nord Italia, come non sapevo fosse terra di castelli, colline e scorci meravigliosi. Credo davvero che unendo le forze e comunicando in modo aggregato ciò che già possediamo, si possa realmente auspicare ad una crescita del turismo, valorizzando la nostra produzione e la nostra terra, con un occhio di riguardo per la collina e la montagna che necessitano e, soprattutto, meritano, di essere traino della promozione enogastronomica e turistica».

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