Contratti a tempo indeterminato scesi dal 31% al 13%, parte lo "sportello lavoro" della Cisl

Uno sportello lavoro, anzi un vero e proprio punto di ascolto per comprendere bisogni, esigenze, inclinazioni e competenze di chi cerca un’occupazione ed indirizzarlo nel migliore dei modi verso agenzie o aziende

Un momento della presentazione

Uno sportello lavoro, anzi un vero e proprio punto di ascolto per comprendere bisogni, esigenze, inclinazioni e competenze di chi cerca un’occupazione ed indirizzarlo nel migliore dei modi verso agenzie o aziende. E’ la funzione dello sportello del lavoro attivato alla sede provinciale Cisl Parma-Piacenza, in via Cella, le cui funzioni e scopi sono state illustrati nel corso di un incontro che si è svolto all’Università Cattolica, alla presenza del segretario Cisl Piacenza-Parma Marina Molinari e del presidente di Confapindustria Piacenza, Cristian Camisa.

Paolo Rizzi, docente di Economia e direttore del Lavoratorio Lel ha evidenziato alcuni dati significativi dell’occupazione a Piacenza: «Buoni nel 2017, con la nostra città tra le migliori in Regione, ma su cui probabilmente peserà il calo produttivo riscontrato nel 2018. E’ ancora elevato il tasso di disoccupazione giovanile, fermo al 15%, anche se inferiore al trend nazionale. I contratti a tempo indeterminato sono scesi, a Piacenza, dal 31 al 13% in 10 anni, è aumentata la flessibilità nel mondo del lavoro, una dinamica non solo italiana, ma europea, una prassi ormai consolidata del mondo anglosassone. Da segnalare che crescono sempre più le richieste di tecnici specializzati ancora carenti per le esigenze delle aziende piacentine e va segnalato, seppur in misura molto ridotto, qualche esempio di caporalato». In questo momento a parere della Molinari, le prospettive non sono incoraggianti: «Pesa la scarsa fiducia delle imprese sul futuro, con poca chiarezza sulle prospettive legale al Pil del Paese e per le politiche adottate, anche da nazioni estere, sui dazi. In questo contesto, le imprese preferiscono assumere a tempo determinato». 

In un contesto così incerto diventa fondamentale poter contare su servizi come il nuovo Sportello Cisl «che abbiamo voluto creare - ha spiegato la referente del progetto Maria Paola Mazzoni - per essere un punto di riferimento per giovani in cerca di primo impiego, disoccupati, qui possono avviare un percorso per collocarsi o ricollocarsi. Non vogliamo sostituirci alle agenzie, ma favorire gli approcci, assicurare quel contatto umano che oggi manca, dove prevale la spersonalizzazione. Ascoltando i giovani per esempio abbiamo riscontrato che manca un soggetto che aiuti ad un approccio corretto verso i colloqui di lavoro, proporre indicazioni su come reperire informazioni, come stilare un curriculum evidenziare in modo opportuno le proprie caratteristiche. E’ emerso per esempio che oggi ci sono troppi stages che poi non sono mai forieri di potenzialità di occupazione che nel nostro territorio non mancano grazie a logistica e metalmeccanica e manifatturiero. Servono tecnici specializzati. Vogliamo che il sindacato non debba essere solo uno strumento di tutela del lavoratore all’interno dell’azienda, ma debba essere al passo con i tempi, e le nuove esigenze delle aziende nonché essere supporto per chi rimane senza lavoro». Lo sportello è aperto tutti i giorni previo appuntamento; si svolge un colloquio e cerchiamo di fornire strumenti atti all’inserimento.

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