rotate-mobile
Economia

Il Grande Fiume non come un confine geografico ma una comune strategia territoriale

Con la firma del "Contratto di Fiume della Media Valle del Po" da parte di Emilia-Romagna e Lombardia si è giunti alla conclusione di un importante accordo che unisce le strategie di rilancio ambientale e turistico i Comuni di Piacenza, Cremona e la provincia di Lodi e che coinvolge una sessantina di enti firmatari

Con la firma del  "Contratto di Fiume della Media Valle del Po" avvenuta nella suggestiva cornice della Cappella Ducale di Palazzo Farnese da parte di Emilia-Romagna e Lombardia si è giunti alla conclusione, dopo un lungo periodo di lavoro non interrotto neppure dall’emergenza Covid,  di un importante accordo che unisce le strategie di rilancio ambientale e turistico i Comuni di Piacenza, Cremona e la provincia di Lodi e che coinvolge una sessantina di enti firmatari.

Fulcro dell’accordo, che è frutto di un lungo processo partecipativo, è appunto il “Programma d’azione”, una raccolta di 94 proposte territoriali riconducibili a tre ambiti tematici: qualità e sicurezza del Po, tutela e uso sostenibile del territorio fluviale, promozione e valorizzazione turistica. «Non una conclusione, - è stato da tutti sottolineato - ma un punto di partenza» e che “ora consentirà - ha detto il sindaco Patrizia Barbieri - di concretizzare una vasta strategia territoriale su una vasta area» ed usufruire «dei cospicui finanziamenti previsti dal Pnrr la cui predisposizione - come ha confermato l’assessore all’Ambiente dell’Emilia-Romagna, Irene Priolo - è ormai giunta alla sua conclusione, secondo i termini previsti». E’ dunque questa la partenza per una nuova fase attuativa nata dalla sinergia tra i comuni rivieraschi, Aipo, l’Autorità di bacino e due regioni per tutelare e valorizzare il grande fiume, quindi non un confine geografico ma una comune strategia territoriale, una visione d’area vasta per il futuro dei territori coinvolti. «Sono dieci - ha ricordato la Priolo - i comuni del Piacentino, il Po ci unisce. Ci sono a disposizione cospicui finanziamenti (per la rinaturalizzazione, per ciclovie e turismo) che avranno un effetto moltiplicatore, con regioni in sintonia per creare una nuova attrattività su Po». E a tal fine ha citato Cremona come esempio.

«Ma soprattutto, - ha ribadito - il Po come merita è entrato in un’ottica nazionale, con un lavoro portato avanti con il ministro Cingolani, un progetto già in fase avanzata che si inserisce all’interno di una strategia più ampia che vedrà concretizzarsi lungo l’intera asta del fiume importanti progetti di valenza nazionale come la ciclovia Vento, il programma di rinaturazione dal valore di 357 milioni e la navigazione, con uno stanziamento aggiuntivo di 145 milioni». «E’ stata una puntuale ricognizione- ha precisato l'assessore regionale al Territorio della Lombardia Pietro Foroni- per valorizzare gli asset fluviali in cui è compreso anche il fiume Adda.Con Aipo abbiamo messo in sicurezza ma ora è arrivato il momento di valorizzare il fiume come attrazione turistica di prossimità». «Si tratta ora - ha detto il vicesindaco e assessore al Territorio del Comune di Cremona, Andrea Virgilio - di una sfida culturale dove si deve unire ed integrare le conoscenze attraverso strumenti di governance locali». Secondo l'assessore all'Ambiente del Comune di Piacenza, Paolo Mancioppi «la via ciclabile già finanziata ha una valenza di carattere internazionale. Abbiamo lavorato in continuità ed in silenzio ed ora è una spinta per azioni concrete perché tutti i territori vi hanno creduto, una territorialità veicolata dai sindaci e poi coordinata; evidente la valorizzazione in base alle specificità territoriali; Piacenza ha voglia di riprendersi il grande fiume».

Tra gli interventi inseriti nel Contratto, anche la riqualificazione di bodri e lanche fluviali tra le sponde lombarda ed emiliana, la realizzazione della ciclovia Vento con il collegamento tra San Rocco al Porto, Piacenza, Caorso, Monticelli, Castelvetro e Cremona, la connessione ciclabile del ponte sul fiume Po (Castelvetro Piacentino) e Soarza (Villanova sull'Arda), il collegamento per due ruote tra il Po a San Pietro in Cerro e il torrente Arda a San Pietro in Cerro. E ancora: la ciclabile verdiana Villanova sull’Arda con la riqualificazione di Ponte Pezzino, la riqualificazione dell’attracco di Isola Giarola, la realizzazione di un nuovo sistema di percorsi e attrezzature di connessione tra la città di Piacenza e il fiume, oltre che di una ciclo-pedonale in Località Co’ Trebbia Nuova in comune di Calendasco. Importante, al fine della qualità delle acque, le opere sugli impianti depurazione bacini di Tidone, Trebbia, Nure e del Po (18 milioni). Con 450mila euro si sperimenterà il riuso di acque reflue depurate.   Sul fronte dei beni culturali, spiccano le proposte per la rigenerazione urbana del Castello di Calendasco, la posa di arredi e totem multimediali sul percorso della Via Francigena con attività di promozione dell’itinerario storico, iniziative di navigazione e turistica e valorizzazione del territorio fluviale.

Per la Provincia di Lodi e il consigliere delegato (del presidente Francesco Passerini) Enrico Sansotera ha esteso un sentito ringraziamento «a tutta la struttura tecnica che vi ha lavorato e che ha coordinato tutta la progettualità che veniva dai territori. E’ stato fatto molto per la sicurezza, oggi consideriamo il fiume una risorsa per valorizzare i territori; bisogna ripristinare la navigazione, lavorare sull’offerta, crescendo con una visione diversa del fiume». Sono quindi intervenuti per i Comuni rivieraschi delle tre province, il vice sindaco di Villanova d'Arda Emanuele Emani, il sindaco di San Daniele Po Davide Persico, il sindaco di Caselle Landi Piero Luigi Bianchi, il direttore di Aipo Luigi Mille e, per l'Autorità di bacino distrettuale del Po, la funzionaria Ludovica Ramella. 

Promotori e sottoscrittori del Contratto sono infatti i Comuni di Piacenza, Cremona, e la Provincia di Lodi. In tutto il Contratto è sottoscritto da 43 soggetti: 2 Regioni (Emilia-Romagna e Lombardia), 34 Comuni, di cui 15 del cremonese, 9 del lodigiano e 10 del piacentino (oltre alla città capoluogo, Calendasco, Caorso, Castel San Giovanni, Castelvetro Piacentino, Monticelli d’Ongina, Rottofreno, San Pietro in Cerro, Sarmato, Villanova sull’Arda), Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po), 3 Consorzi di Bonifica (Consorzio di Bonifica Dugali Naviglio Adda Serio, Consorzio di Bonifica di Piacenza, Consorzio di Bonifica Navarolo), 2 Società di gestione dell'acqua (Padania Acque S.p.A., S.A.L. S.r.l. Società Acqua Lodigiana).

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il Grande Fiume non come un confine geografico ma una comune strategia territoriale

IlPiacenza è in caricamento