«Coop di comunità, Piacenza è un territorio assai fertile»

Due giorni di seminari sulle cooperative di comunità e il turismo sociale organizzati nei giorni scorsi da Confcooperative Piacenza a Cerignale

«E’ dove ci sono amministrazioni capaci e lungimiranti che si creano le occasioni per creare comunità intraprendenti. E il territorio piacentino mi sembra abbia queste condizioni: Cerignale ne è la prova». Parola di Giovanni Teneggi, direttore di Confcooperative Piacenza. E’ stato il suo uno degli interventi più apprezzati nella due giorni di seminari sulle cooperative di comunità e il turismo sociale organizzata nei giorni scorsi da Confcooperative Piacenza nella bella Cerignale, dove il sindaco Massimo Castelli ha fatto gli onori di casa insieme con il presidente Fabrizio Malvicini. Forte delle esperienze che proprio sulle cooperative di comunità sono maturate in questi anni nel territorio reggiano, specialmente in montagna, Teneggi ha definito il territorio piacentino «assai fertile per ospitare tipologie di impresa analoghe». Un concetto richiamato anche dall’assessore regionale alle Politiche ambientali Paola Gazzolo che ha concluso i lavori ricordando «l’impegno concreto della Regione al fianco della cooperazione». Come ha detto Castelli, la montagna, insomma, è viva: può e deve essere vista come «produttrice di reddito» perché è la sua gente a chiederlo. «Abitare un territorio significa stare insieme in relazione con gli altri abitanti - ha detto Teneggi - e le cooperative di comunità, che presuppongono uno spirito di condivisione, parlano sempre di una comunità intraprendente che sa sfruttare al meglio le risorse, anche quelle pubbliche, per crescere». L’assessore Gazzolo ha dettagliato i finanziamenti che sono stati dati collocati dalla Regione all’interno del Piano regionale della montagna (700 milioni in sette anni destinati alle imprese in vari settori) e ha promesso «sostegno e accompagnamento» per avviare un progetto pilota. 

Nel corso dei due giorni di seminari si sono susseguiti diversi interventi tesi a illustrare le esperienze di cooperazione messe in campo: quello di Samuele Bertoncini della coop sociale Des Tacum che ha parlato dell’“Identikit della nostra montagna”; Paolo Menzani della coop sociale Officine Gutenberg che ha parlato di “Tursimo lento e consapevole: opportunità per la valorizzazione del territorio”; Emiliano Sampaolo della coop sociale Eureka sull’esperienza di turismo sociale “Naturalmente estate” a Capannette di Pei; l’esperienza dello scoutismo è stata affrontata da don Exio Molinari. Il secondo giorno è stato introdotto dal professor Paolo Rizzi del Laboratorio Lel dell’Università Cattolica. Articolato l’intervento di Carla Cavallini del Gal (gruppo di azione locale) del Ducato che ha toccato i temi dei bandi sulle coop di comunità. Insomma, una miriade di opportunità. «Sono stati due seminari assai utili - ha detto il presidente di Confcooperative Piacenza Fabrizio Malvicini - chi ha ascoltato i relatori ha potuto constatare le tante opportunità di sviluppo che sa offrire la montagna e gli strumenti che il sistema di cooperazione può mettere a disposizione». 

  

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