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Venerdì, 12 Agosto 2022
Economia

Copador, Bergonzi (Pd): «Si tuteli l’occupazione e la continuità dello stabilimento»

L'interrogazione del parlamentare piacentino Marco Bergonzi insieme agli onorevoli Giuseppe Romanini e Patrizia Maestri

L'interrogazione a risposta in commissione

Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali - Per sapere - premesso che: 


«il Co.Pad.Or. (Consorzio Padano Ortofrutticolo) è una cooperativa agricola nata nel 1987 con l’acquisizione, da parte di un gruppo di agricoltori delle province di Parma e Piacenza, degli impianti della Ferrari & Figna, prestigiosa industria alimentare situata nel cuore della Food Valley italiana;

l’azienda si colloca oggi tra le maggiori e moderne imprese di trasformazione del pomodoro operanti in Europa, con una capacità di circa 3.000.000 di quintali di prodotto fresco lavorato all’anno e circa 600 dipendenti diretti tra fissi e stagionali. I soci coltivano ogni anno circa 4.000 ettari di pomodoro, seguendo le più moderne tecniche agronomiche dettate dall’ufficio agricolo della cooperativa che programma una campagna di raccolta di oltre 60 giorni;

le difficoltà attraversate dal comparto del pomodoro, che ha visto progressivamente ridursi il prezzo di vendita della materia prima, ma anche il fatto che l’azienda è da tempo gravata da una consistente esposizione verso il sistema creditizio, benché progressivamente ridotta e contenuta negli ultimi anni, ha indotto Co.Pad.Or. a depositare istanza di concordato in continuità anche in ragione delle reticenze espresse dal settore bancario a concedere la liquidità richiesta;

di fondamentale importanza per le aziende agricole che conferiscono il prodotto, per i lavoratori, per i fornitori e per tutto il comparto del pomodoro del nord Italia è assicurare la continuità produttiva dello stabilimento di Collecchio (Parma) e l’avvio della campagna 2017, il fermo dell’impianto costituirebbe un danno irreparabile soprattutto per il settore primario al quale verrebbe sottratta una parte significativa delle opportunità di vendita del prodotto coltivato con una ulteriore riduzione delle possibilità di diversificazione delle colture.

Se i Ministri interrogati siano a conoscenza della situazione sopradescritta e se non intendano assumere, d’intesa con la Regione Emilia-Romagna, ogni più utile iniziativa con l’obiettivo di assicurare l’avvio della campagna di semina 2017, la continuità produttiva dello stabilimento Co.Pad.Or. di Collecchio (Parma) e la tutela dell’occupazione».

Marco Bergonzi, Patrizia Maestri, Giuseppe Romanini

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