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Domenica, 16 Giugno 2024
Eccellenze piacentine

«Così i miei nano satelliti miglioreranno la vita di tutti»

Alessandro Fanni è un giovane scienziato piacentino che ha creato l'azienda aerospaziale CShark e il progetto Pilot

Ha trent’anni, è cremonese di nascita ma piacentino di adozione, ed è l’ideatore di Pilot, un reticolo di cento nano satelliti per telecomunicazioni che monitoreranno da remoto dispositivi di telemedicina, oleodotti, anidride carbonica assorbita da nuove piantumazioni, grado di umidità nei terreni coltivati. Si chiama Alessandro Fanni e lo scorso anno Forbes Italia lo ha inserito nei cento imprenditori under 30 per essere al vertice di CShark, un’azienda aerospaziale tutta italiana che ha sede sullo Stradone Farnese a Piacenza. Anche il mensile Wall Street Italia (in edicola questo mese) lo celebra perché sta realizzando «uno dei progetti più interessanti che l’aerospaziale italiano potesse solo immaginare».

Quando è nata la passione per la tecnologia?
«A quattordici anni, mentre frequentavo l’Istituto tecnico industriale di Piacenza, mi sono appassionato alla fisica. Ho partecipato a un contest promosso dall’università di Parma dove sono arrivato primo con il progetto nel quale venivano dimostrate le leggi di Gauss sui gas. A 16 anni ho vinto un premio per il miglior rendimento scolastico della regione Emilia-Romagna e sono stato inserito nel progetto di ricerca “Cometa” per la valorizzazione dell’eccellenza con il quale ho avuto la possibilità di lavorare nel Laboratorio Energia Ambiente Piacenza (Leap) e nel Laboratorio Macchine Utensili e Sistemi di Produzione (Musp) di Piacenza. 
Alle superiori ho iniziato a frequentare il Politecnico di Milano per poi abbandonarlo a 19 anni quando ho fondato le mie aziende. Nonostante non abbia concluso il mio ciclo di studi, l’ateneo di Milano mi ha inserito tra i suoi studenti ad honorem. Arriviamo all’anno 2013 quando con la mia CShark Solution ho iniziato a sviluppare software e anche soluzioni hardware e data center. Ho girato il mondo: dalla Germania all’Inghilterra fino agli Stati Uniti. Ho partecipato a numerose convention High Performance Computing. Nel 2018 ho creato Pongo: un’intelligenza artificiale programmabile e un meta linguaggio capace di connettersi ai dispositivi IoT (Internet of things) per telecontrollarli e capace di rendere interconnettibile qualsiasi asset. E proprio con Pongo, ho vinto il premio Milano Finanza 2019».

Cosa state facendo attualmente?
«Abbiamo già lanciato in orbita quattro nano satelliti, Pilot-1, ciascuno dal peso inferiore al chilogrammo. Lo abbiamo fatto nel gennaio 2022 da Cape Canaveral con un razzo Falcon 9 della SpaceX di Elon Musk. Questi satelliti stanno orbitando a circa 550 chilometri dalla Terra. E con CShark stiamo completando il nostro primo razzo, in parte realizzato in Canada, che partirà dalla Corea del Sud entro il 2025. Vogliamo arrivare ad avere una costellazione di 100 satelliti che comunicheranno con i dispositivi “Andromeda”: questi dispositivi trasmetteranno, con l’utilizzo delle nostre antenne Perseus, i flussi di dati che verranno elaborati da Pongo. E Pongo, attraverso l’intelligenza artificiale brevettata, è capace di gestire e programmare un algoritmica di report ed è anche in grado di prendere decisioni». 

Quali applicazioni?
«Pensiamo all’agricoltura. C’è un campo dove occorre razionalizzare l’acqua per l’irrigazione. Lo si farà automaticamente in base alla percentuale di umidità del suolo, evitando sprechi. Oppure, un oleodotto dove ogni 200 metri sono presenti delle sonde. Con questo sistema si potranno leggere comodamente quei dati».

Ma non esiste già Internet per poterlo fare?
«Internet non offre copertura globale ma soprattutto ha dei costi rilevanti che noi riusciamo ad abbattere. CShark mira a creare una rete per trasmettere dati piccoli, parliamo di valori di sensori, come temperatura e pressione. Basta una banda piccola, sicura e ben distribuita, che assicura bassi costi. I nostri dispositivi Andromeda sono alimentati a batteria con una durata fino a cinque anni e non necessitano di essere attaccati alla rete elettrica».

Fino a dove è possibile spingere queste applicazioni?
«Spingendosi più in là, la tecnologia di CShark potrebbe rivoluzionare la prevenzione sismica. Attualmente, i sismografi sono i principali strumenti per localizzare i terremoti in tempo reale. I dispositivi Andromeda, dotati di rilevatori di particelle, possono individuare la presenza di gas Radon, un possibile precursore di terremoti ed eruzioni vulcaniche. Il rilevamento di picchi di Radon potrebbe indicare eventi geologici significativi e, inoltre, avvisare quando la concentrazione di Radon è oltre i limiti, proteggendo la salute umana».

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