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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Economia

Cottarelli in Cattolica: «In tre anni ridurremo di 32 miliardi la spesa pubblica»

Carlo Cottarelli, commissario straordinario alla revisione della spesa pubblica ospite all'Università Cattolica per un convegno: «Buona parte degli 80 euro di Renzi arriveranno dai tagli che faremo su beni e servizi»

Ospite dell’Università Cattolica di Piacenza giovedì 15 maggio è stato il commissario straordinario alla revisione della spesa pubblica Carlo Cottarelli. Il commissario, artefice dei tagli della spending review, ha parlato a un convegno davanti a una folta platea di studenti dell’ateneo piacentino.

«Si è fatto tanto – ha esordito l’ospite d’onore - negli ultimi anni sul tema della revisione della spesa pubblica. Nel 2007 il debito pubblico era il 73% del nostro Pil, mentre nel 2012 è salito al 108%. Solo dopo la fine della II° guerra mondiale abbiamo avuto una situazione economica così difficile. Meno Pil significa anche meno entrate nelle casse statali, tuttavia gli Stati hanno sostenuto spese maggiori per sostenere l’attività economica. Se queste spese non si fossero sostenute, i Paesi colpiti dalla crisi avrebbero subito dei collassi finanziari». In Italia ciò ha comportato un forte aumento della tassazione. «Si è stretta la politica fiscale – ha continuato nella sua relazione – anche perchè lo spread aumentava, e così si sono ottenuti risultati importanti». Cottarelli ha snocciolato gli obiettivi raggiunti dalla sua azione e del predecessore Bondi. «Tra il 2009 e il 2012 lo Stato ha visto diminuire le sue spese del 10%, i comuni dell’8%, le province del 14%, le regioni del 16%. Sono rimaste invariate le spese della sanità e sono però aumentate quelle legate alle pensioni.

Grazie a questi tagli ora c’è più stabilità tra debito pubblico e Pil, anche se tuttavia viviamo ancora una fase di stallo: bisogna intervenire sui problemi strutturali del Paese, a cominciare dal migliorare l’efficenza e la burocrazia del settore pubblico e anche dalla diminuizione della tassazione sul lavoro». Il piano di spending review di cui Cottarelli è commissario straordinario è su base triennale. «Abbiamo l’obiettivo – spiega Cottarelli – di ridurre di 32 miliardi in tre anni la spesa pubblica. 32 miliardi non è una cifra simbolica ma equivale al 2% del nostro Pil: questo è il gap che ci divide con i paesi più forti dell’Unione Europea. Pensiamo di farcela, la Francia è riuscita a tagliare la spesa di ben 53 miliardi». Il commissario ha parlato anche dei famosi 80 euro promessi dal governo Renzi. «Buona parte degli 80 euro derivano proprio dai tagli che faremo su beni e servizi. Nei prossimi mesi l’obiettivo sarà quello di effettuare tagli non più lineari come in questi anni – che hanno colpito in modo indistinto enti virtuosi e enti in perdita costante - grazie al decreto legge 66 approvato il 24 aprile scorso. Verranno perciò penalizzate maggiormente quelle amministrazioni che hanno speso troppo o hanno pagato i fornitori in ritardo. Inoltre interverremo sugli uffici pubblici (applicando la regola di un dipendente per 24 metri quadri di spazio), sull’elettricità (siamo il paese più illuminato d’Europa) e le spese sui riscaldamenti».

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