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Domenica, 5 Dicembre 2021
Economia

«Covid, un'occasione per riqualificare il mercato del lavoro»

Il seminario organizzato dall’ Università Cattolica del Sacro Cuore e INAPP, che si è focalizzato sul fondo SURE, lo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione nella situazione di emergenza venutasi a creare

«Superare la crisi contingente, ma soprattutto alzare gli occhi verso orizzonti diversi, dotarsi di attuali transizioni verso un nuovo sistema produttivo, supportando con i fondi i mutamenti di un’economia europea che si muove verso una transizione “verde” e digitale; per questo- ha detto il prof. Pietro Antonio Varesi- dell’Università Cattolica di Piacenza- giusto dare pieno protezione sociale, non solo come sostegno al reddito, ma anche strumenti per la tutela del rischio, affinando le strumentazioni di politiche del lavoro».

Il suo intervento introduttivo al seminario organizzato dall’ Università Cattolica del Sacro Cuore e INAPP, che si è focalizzato sul fondo SURE (acronimo di Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency), lo strumento europeo di sostegno temporaneo (fino al 31 dicembre 2022) per attenuare i rischi di disoccupazione nella situazione di emergenza venutasi a creare.

Insieme ai prestiti del Mes e a quelli della Bei, SURE è uno dei tre pilastri varati dall’Unione europea prima del Recovery Fund per contrastare gli effetti della crisi causata dal coronavirus ed è pensato per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori più colpiti dalla pandemia.

«Anche le sospensioni del lavoro- ha ribadito Varesi- possono essere un’occasione per migliorare le competenze del lavoro con attività di formazione, facendo emergere le nuove professionalità. Politiche attive per offrire alle parti sociali l’occasione per responsabilizzarsi ed affiancare una cultura organizzativa. E’ necessario - ha sostenuto- guardare oltre; il paese ha la necessità di intraprendere nuovi traguardi, dandosi regole di green economy, ma appunto con nuove ed aggiornate competenze. Le imprese devono reperire nuove figuri professionali. L’Università- ha detto- si impegna per un osservatorio sulle politiche del lavoro per fronteggiare l’eccesso di personale e la sua riqualificazione».

Il Seminario si è proposto anche come un momento di confronto e di condivisione delle “best practice” europee, al fine di individuare, partendo anche dalle esperienze italiane, le modalità più efficaci e funzionali di utilizzo dei fondi disponibili. 

I lavori coordinati da Sebastiano Fadda, presidente dell’INAPP, oltre al contributo del professor Varesi, si sono soffermati sugli strumenti di sostegno al reddito e sulle politiche attive del lavoro con i contributi di Piera Loi, dell’Università di Cagliari, di Angelo Pandolfo dell’Università “La Sapienza” di Roma e di tre esperti di Francia, Germania e Spagna. 

Il Convegno si è chiuso con una tavola rotonda coordinata dal presidente dell’INAPP cui hanno partecipato il Ministro del Lavoro, sen. Nunzia Catalfo, il Vice-Presidente di Confindustria, Maurizio Stirpe e il Segretario aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra. 

Il Ministro ha ricordato che in questo momento ci si è dovuti affidare alla fiscalità generale a cui si aggiunge la tutela di altri lavoratori privi di salvaguardie diverse. «Per i prossimi mesi sono previsti ulteriori stanziamenti per il Covd per tutte le aziende ed il blocco dei licenziamenti fino a marzo. Un sostegno al reddito passivo che ci è servito per gestire la pandemia e non subirne gli effetti subito. Ma bisogna- ha detto il Ministro- gestire e non subire; gli investimenti per il nostro paese sono indispensabili, in particolare per politiche attive del lavoro, per il rafforzamento delle competenze e dei servizi in rete, punto di riferimento certo per accompagnarli in un inserimento lavorativo. Il fondo competenze sarà da rifinanziare nel Recovery fund ma di concerto con altri ministeri collegati, investimenti in “capitale umano” ed in politiche attive del lavoro. Servono pratiche attive reali che accompagnino la formazione dei lavoratori nei piani industriali, una formazione mirata in occasione di crisi aziendali ed esuberi per la ricollocazione del lavoratore. E’ necessaria- ha ribadito- una reale presa in carico dei servizi che seguano tutto il percorso, rendendo coerente l’offerta formativa con le reali richieste che diano reale prospettiva agli investimenti. Per i prossimi mesi punteremo a costruire una rete di servizi pubblici e privati, lavorando con fondi ed il piano nazionale per nuove competenze ed il rafforzamento dei servizi per l’impiego con nuove prospettive che ci equiparino agli altri paesi europei. Investire in capitale umano- ha concluso il Ministro- è importante, è una sfida per il nostro paese, da affrontate tutti insieme e nel più breve tempo possibile».

Per Luigi Sbarra segretario generale aggiunto Cisl (ha coordinato il presidente INAPP Sebastiano Fadda), «la questione centrale è un nuovo modello sostenibile e di protezione per chi cerca lavoro. Il fondo Sure è un’opportunità, ma per ottenere risultati è necessaria la collaborazione di tutti e bisogna fare in fretta. Oggi è un dovere più che una scelta. Bisogna saper leggere bene questo tempo per aiutare la rigenerazione del tessuto economico-produttivo. Questo periodo amplifica anche le debolezze strutturali; se non agiamo rapidamente amplificheremo le disuguaglianze e le povertà. Oggi abbiamo risorse che ci possono aiutare e sostenere ma dobbiamo scegliere il cammino con giusti livelli di governance. Per il lavoro è necessario investire, programmare interventi forti per offrire nuove competenze sulle tecnologie, riqualificando ed orientando, migliorando la qualità degli ammortizzatori sociali, semplificando le procedure, investendo sulla formazione già nelle scuole tecniche. E deve cessare il prelievo forzoso su parte di ciò che versano le imprese per la formazione».

Pierangelo Albini direttore area lavoro di Confindustria  ha ricordato la forte connotazione manifatturiera italiana. «Oggi abbiamo la possibilità di riprogettare la protezione sociale, una transizione da attuare con gli altri paesi europei. Certo- ha ricordato Albini- il Governo oggi affronta grandi emergenze, ma poi le riforme andranno concretizzate, ma noi subiamo una burocrazia penalizzante. Quindi questa è anche un’opportunità per snellirla e migliorare la pubblica amministrazione. Bisogna- ha detto- costruire tutele del mercato del lavoro, più che quelle del posto di lavoro, distinguendo le tipologie di crisi con percorsi differenti, con modelli differenziati di protezione, con contratti di espansione per gestire le transizioni. E va creato un sistema pubblico- privato che interagisca per il mercato del lavoro».

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