Crisi economica: senza ossigeno le aziende del piacentino. Troppo alto il numero dei cassaintegrati

Ieri pomeriggio assemblea per la Cna. Per uscire dallo stallo della crisi economica servono agevolazioni fiscali, un accesso al credito meno difficile e una migliore liquidità. È preoccupante, adesso, il livello di cassaintegrati



“Il mondo produttivo piacentino ha scarsità di ossigeno”, così Dario Costantini, presidente provinciale della confederazione dell'artigianato e piccola e media impresa, fotografa la situazione della città. Difficile l'accesso al credito e preoccupante l'avanzare della cassaintegrazione. Ieri pomeriggio a Palazzo Farnese, nella consueta assemblea generale dei confederati, si è vuotato il sacco e paventato ipotesi per il prossimo futuro. Perché per Costantini, bisogna salvare “quel mondo delle piccole e medie imprese che rischia veramente grosso da crisi e recessione”.

Il mondo imprenditoriale piacentino, è emerso dall'incontro, è stretto in una morsa. Da una parte la Ztl voluta dal Comune, senza aree di sosta per gli artigiani ma solo per i residenti; dall'altra il piano regolatore sul tavolo della Provincia, sospettato di dare  “impressioni di eccessivo dirigismo pianificatorio”, ha detto Costantini. Non ultimo, anche il problema dei termini di pagamento dalla pubblica amministrazione per le forniture, che hanno superato, in alcuni casi, i 360 giorni.
Le opere pubbliche danno lavoro, fiducia alla gente che vede cose realizzate, soldi

Che non si ritiri il denaro dalle banche, è il monito di Luigi Casero, sottosegretario alle finanze, presente all'incontro di ieri. Il rischio è di dare inizio alla fine. La piccola e media impresa è la chiave per traghettare l'Italia fuori dal terreno fangoso della crisi economica. E dichiara apertamente che gli aiuti alle famiglie non risolvono il problema.

La ricetta per uscire dall'impasse c'è: “puntiamo invece sulle infrastrutture” ha dichiarato Casero, che ha aggiunto: “le opere pubbliche danno lavoro, fiducia alla gente che vede cose realizzate, soldi e quindi ossigeno alle imprese. Il denaro, poi, rimane in Italia”. Però è una manovra che va sostenuta con gli ammortizzatori sociali e con un alleggerimento della pressione fiscale.
Anche l'Unione Commercianti fa sentire la sua voce. Nei giorni scorsi, stata inviata una lettera alle istituzioni locali sulle difficoltà attuali. Per le PMI piacentine, oltre al male comune della difficoltà di accesso al credito, anche la mancanza di liquidità.



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