Crisi finanziaria e risparmiatori: un esperto ne spiega le cause e le vie di uscita

Crisi sistema bancario e risparmiatori: A Palazzo Galli venerdì e lunedì altri due incontri di educazione finanziaria con Gabriele Pinosa

Gabriele Pinosa (Foto di Carlo Mistraletti)

Una chiave di accesso alla comprensione delle origini e dei possibili sviluppi della crisi che sta sconvolgendo il sistema finanziario ed economico mondiale. E’ questa l’opportunità offerta lunedì scorso dalla Banca di Piacenza alla Sala Corsi Cardinale Casaroli di Palazzo Galli (ingresso via Mentana, 7), con replica venerdì 4 marzo e lunedì 7 marzo, alle 18. La partecipazione è libera fino a esaurimento dei posti disponibili, ma è necessario comunicare la data scelta all’Ufficio Relazioni Esterne della Banca. Si tratta di un incontro di educazione finanziaria con relatore Gabriele Pinosa, presidente Go-Spa Consulting e collaboratore della rivista Investimenti Finanziari, la cui esposizione ha visibilmente interessato gli ascoltatori che – presenti l’ing. Luciano Gobbi e l’avv. Corrado Sforza Fogliani, rispettivamente presidente e presidente d’onore dell’Istituto bancario - lunedì scorso hanno gremito la sala.

L’andirivieni delle crisi finanziarie è entrata nelle preoccupazioni comuni e ci si interroga, sulle cause profonde dell’accaduto e se sarà possibile porre dei rimedi efficaci affinché la situazione non si trasformi in catastrofe. Tutto nasce, secondo Pinosa, nel settembre 2007 con le cosiddette “code agli sportelli bancari” della Northern Rock in Inghilterra. I correntisti ritiravano, cioè, tutti i loro risparmi, avendo perso fiducia nella banca. La Banca Centrale britannica decide di intervenire dando liquidità, il messaggio è rasserenante; le code agli sportelli presto finiscono.

Seguono due nuovi elementi: in Usa nel marzo del 2008 la Banca Bear Sterns, con un’operazione straordinaria, passa di mano e viene ceduta ad un competitor per la clamorosa somma di solidue dollari; è un fallimento mascherato. Germania, nel mese di luglio il Governo tedesco inietta molti capitali in una banca regionale a rischio fallimento.

Il 15 settembre 2008 è la data del default negli Stati Uniti della Lehman Brothers: la crisi c’era già, ma diventa palese e fa il giro del mondo. Tre giorni dopo il contagio entra in Europa attraverso le banche irlandesi, il cui Governo interviene garantendo liquidità per tutte gli istituti di credito. Il debito privato delle banche, in sostanza, passa a debito pubblico.In quel momento l’operazione era possibileperché non c’era ancora il “bail- in” (che impedisce agli stati europei di assumersi i debiti delle loro banche).

USA, fine settembre 2008. Inizia a circolare la necessità di salvare tutte le banche, tutto il sistema bancario, a qualunque prezzo. Il motto è“Neveragaintoo big to fail”, ossia mai più deve succedere che fallisca una banca troppo grande. Naturalmente con i soldi dei contribuenti e quindi aumentando il debito pubblico. Altre banche europee entrate in crisi di liquidità, sono salvate dai rispettivi governi attraverso il “bail out”, ossia il salvataggio dall’esterno con i soldi pubblici. A conti fatti le nazioni che più hanno speso soldi dei contribuenti sono: Stati Uniti, Inghilterra, Germania e Irlanda.

Gabriele Pinosa banca di piacenza-2Il relatore ha quindi richiamato l’accordo di Basilea che il sistema bancario economico (Vigilanza Prudenziale) per poi illustrare la struttura tipo di una banca: da una parte c’è il capitale di impresa con le azioni, gli utili e le riserve; dall’altra, in contropartita, ci sono gli ASSETS della stessa: capitale proprio e di terzi, crediti verso privati, crediti verso gli Stati, patrimonio immobiliare e strumenti finanziari derivati. Questi ultimi sono contratti il cui valore deriva da un altro contratto, definito “sottostante”, i cui andamenti sono correlati. Il sottostante può essere qualunque cosa (anche un credito, o un indice di banca, un tasso di interesse, o la variabile “che tempo farà domani”…)

Quando gli assets – come è avvenuto per le variazioni dei “Derivati” -divengono sproporzionatamente maggiori rispetto al capitale d’impresa, un piccolo spostamento sugli stessi può determinare la crisi dell’azienda.  E’ questa la situazione che si è creata nelle banche entrate in crisi e nelle quali il rapporto (Leva finanziaria) era diventato di 1 a 100.

Il dottor Pinosa si è quindi soffermato sulla crisi delle quattro banche italiane e sulla situazione del sistema bancario italiano,evidenziando come l’attuale situazione generale sia nettamente migliore a quella del 2008 e dando articolati consigli sulle possibilità e opportunità di controllo della clientela sulla patrimonializzazione della propria banca. Non è possibile, ha detto, che gli italiani dedichino una settimana di tempo passando da un concessionario d’auto all’altro per scegliere una vettura e poi conferiscano incarico attraverso il telefono all’operatore di banca di predisporre i documenti di un piano d’investimento, passando poi a firmare frettolosamente le carte. Un appunto anche per i media che per quanto riguarda le banche italiane avrebbero fatto di ogni erba un fascio soffiando sul fuoco della psicosi collettiva.

L’oratore ha fornito altri utili chiarimenti che gli interessati potranno apprendere direttamente iscrivendosi ad una delle due sessioni indicate in apertura di articolo.

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