Crotti (Coldiretti): «Il prezzo del pomodoro ad oggi non premia il nostro valore»

L'intervento del presidente di Coldiretti Piacenza

«Bisogna riconoscere che l’accordo sul pomodoro per la campagna 2020 – è intervenuto così Marco Crotti, presidente di Coldiretti Piacenza - stretto una settimana fa rappresenti un passo avanti nel percorso mirato a valorizzare il nostro pomodoro e gli sforzi dei nostri produttori, in quanto finalmente ha dato avvio ad un lavoro serio di programmazione e di impegno responsabile di tutta la filiera con il controllo delle superfici seminate e delle quantità prodotte. E’ evidente che la filiera abbia debolezze e siamo consapevoli del fatto che il prezzo concordato nell’accordo, vale a dire 87 euro a tonnellata, non sia ancora all’altezza delle aspettative dei produttori, ma proprio per riuscire a ridare valore al prodotto, devono essere alla base della filiera trasparenza e pianificazione e sono temi su cui Coldiretti continua a insistere. Lo fa anche attraverso la battaglia per la distintitività e la valorizzazione dell’origine del prodotto. In Italia i costi produttivi sono molto alti, innanzitutto per il limite delle superfici di cui disponiamo ma soprattutto per i disciplinari restrittivi che i nostri produttori seguono, a beneficio della qualità del prodotto e della salute del consumatore. Ci confrontiamo però con competitor quali la Spagna che ha disciplinari produttivi da noi abrogati da decenni. Qual è il vero problema? Che il prezzo ad oggi non premia il nostro valore. Per questo una programmazione seria sui quantitativi da produrre assume così rilievo, unitamente a una strategia che valorizzi la qualità del nostro pomodoro, che per Piacenza (prima provincia produttiva nel Nord Italia) – doveroso ricordarlo – è un’eccellenza. Importante anche una riflessione più etica sulla filiera. Come presentato da Coldiretti con il progetto “Lavoro stagionale - dignità e legalità” anche nel settore del pomodoro, i lavoratori stranieri contribuiscono in modo strutturale e determinante. Per tutelare il loro lavoro nelle nostre campagne, secondo Coldiretti bisogna agire su due fronti, vale a dire affiancare alle norme sul caporalato l’approvazione delle proposte di riforma dei reati alimentari e recepire la direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali del 17 aprile 2019 per ristabilire condizioni contrattuali più eque lungo la catena di distribuzione degli alimenti. Infine il budget della Pac: il mero confronto sull’aiuto ad ettaro è limitante e il pomodoro, che produce occupazione, ricchezza e tutela l’ambiente, deve vedere riconosciuto questo ruolo».

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