«Dall'agricoltura non solo buon cibo, ma anche posti di lavoro in tempo di crisi»

Il forum di Coldiretti Piacenza sui dati produttivi del comparto nel 2012: dall'agricoltura un messaggio positivo per tutta la società. Bisi: oggi serve la capacità di adattarsi ai mercati

Il tavolo dei relatori

«Oggi l’agricoltura richiede professionalità e duttilità, capacità di adattarsi tempestivamente a mercati sempre più internazionalizzati, esattamente come dovrebbe fare “l’Italia che vogliamo”, con gli imprenditori agricoli non solo forza trainante dell’economia, ma altresì per il suo impatto sociale a livello occupazionale. L’agricoltura dunque non solo produttrice di cibo sano, buono, genuino, a basso impatto ambientale, ma opportunità di lavoro diretto e nell’indotto e quindi opportunità in un momento di crisi: tutto questo nonostante un’annata agraria non certo facile da condurre in porto». Un messaggio dunque di speranza per il futuro della nostra provincia, ma anche per tutto il Paese, quello scaturito dal forum “sull’agricoltura che fa l’Italia”, organizzato da Coldiretti Piacenza nella sala riunioni dell’associazione al Palazzo dell’Agricoltura di via Colombo: una tradizionale riunione per fare il punto dell’annata agraria appena conclusa attraverso le relazioni di alcuni dirigenti Coldiretti impegnati in alcune delle maggiori strutture rappresentative dell’agricoltura piacentina.

Il presidente Luigi Bisi (che ha tratto pure le conclusioni), nel suo saluto, ha  ricordato il contributo sociale per l’occupazione e la necessità per Coldiretti di rapportarsi con la politica e la società per concorrere a fare sempre più grande e più autorevole in nostro paese. Successivamente, con il coordinamento della responsabile delle relazioni esterne Elisabetta Montesissa, ha preso la parola il direttore del Cap di Piacenza Dante Pattini che, senza enfatizzare, ma con estrema soddisfazione, ha annunciato che il bilancio del Consorzio agrario ha raggiunto quota 102 milioni di Euro di fatturato, “un traguardo impensabile fino a pochi anni fa e l’obiettivo di impegnarsi sempre più direttamente nell’agro-alimentare”.

Il presidente del Consorzio di bonifica Fausto Zermani, ricordando l’annoso problema della scarsità irrigua ripetutasi puntualmente la scorsa estate, ha menzionato il progetto per l’invaso in alta Val Trebbia, di concerto con la Camera di Commercio ed i due invasi che verranno realizzati dal recupero di siti di escavazioni. Filippo Arata presidente Aimpo, denunciando la costante diminuzione degli ettari investiti a pomodoro dal 2000 (da 14.000 a 8.590), ha ribadito che il comparto genera un indotto importante per l’occupazione; “gli agricoltori hanno supportato, con sacrifici, i bisogni della società; è ora di rilanciare la filiera come forza comune di tutta una comunità”.

Un indotto essenziale anche quello del settore vitivinicolo come ha fatto notare il presidente del Consorzio vini Doc Roberto Miravalle che, ricordando i numeri di tutto rispetto del comparto, ha citato il riconoscimento dell’erga omnes (controlli per tutti i produttori anche non soci) riconosciuto dal Ministero ed il significativo aumento dell’export, nonché alcuni prestigiosi riconoscimenti ottenuti dai vini piacentini in alcune rassegne internazionali.

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L’aumento del prezzo del latte in Lombardia è riconosciuto positivo da Fabio Mainardi presidente di Apl; “bisogna guardare al futuro con ottimismo”. Ha ricordato il progetto per i latte UHT italiano e ha precisato la riorganizzazione in atto delle APA. Giovanni Manfredi presidente di Agrimercato ha invece illustrato i progressi compiuti in questi tre anni, uno sviluppo positivo anche per gli agriturismi. Carlo Pontini presidente regionale di Terranostra ha sostenuto che “siamo lo specchio della multifunzionalità dell’agricoltura, finalizzando le produzioni di qualità e sviluppando la cultura eno-gastronomica ed il territorio”.

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